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Villapiana, incendiata auto del sindaco

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Bruciata, nel cuore della notte scorsa, la macchina del sindaco di Villapiana, Paolo Montalti (nella foto),  parcheggiata nei pressi della sua abitazione sita sul Lungomare del Lido. L’auto, una Toyota Yaris, è andata completamente distrutta e solo per un caso fortuito le fiamme non si sono propagate alla pineta circostante, dalla cui resina il fuoco avrebbe potuto ricevere ulteriore forza per mettere a rischio le abitazioni circostanti. Sul posto, allertati dallo stesso sindaco svegliato dal crepitio delle fiamme e dall’odore acre del fumo, sono subiti confluiti i Carabinieri di Villapiana al comando del Maresciallo Potenza ed i Vigili del Fuoco di Castrovillari che comunque hanno azionato gli idranti per mettere in sicurezza la zona circostante ma l’auto era già stata distrutta dal fuoco.

montaltiNon hanno comunque avuto dubbi le Forze dell’Ordine ed in particolare i Vigili del Fuoco a catalogare l’incendio dell’auto come un atto doloso. Trattasi infatti di una macchina con motore diesel in cui difficilmente si verifica un corto circuito accidentale e anche perché le fiamme non si sono limitate ad invadere il vano-motore ma hanno avviluppato e distrutto in poco tempo l’auto su cui è probabile che sia stato distribuito liquido infiammabile. La notizia si è subito diffusa in paese suscitando grande sorpresa e incredulità ma anche numerosi interrogativi. Villapiana è infatti un paese tranquillo nel quale episodi del genere non sono certo all’ordine del giorno.

«Non nascondo – ha dichiarato il primo cittadino raggiunto per telefono – di essere sorpreso e molto turbato. Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere perché mi sento molto vicino alla mia gente, che reputo buona e laboriosa e dalla quale sento di essere molto benvoluto». Il sindaco è stato invitato a riflettere sulla strana coincidenza dell’uscita della graduatoria per l’avvio al lavoro di una trentina di lavoratori e che qualcuno rimasto fuori abbia potuto vendicarsi. «Avverto giorno dopo giorno – ha risposto l’avv. Montalti – la grave situazione di molte famiglie, la disperazione di tanta gente che non riesce a sfamare i figli e le aspettative che questo progetto, seppure temporaneo, ha potuto ingenerare ma mi sembrerebbe davvero sproporzionata la reazione e soprattutto indirizzata nella direzione sbagliata». Altri interrogativi? Altre ipotesi collegate all’attività amministrativa? Il sindaco ne ha parlato con il comandante della Compagnia dei Carabinieri Francesco Basile che gli ha portato la sua solidarietà. «Toccherà alle Forze dell’Ordine – ha concluso – indagare e fare luce su un episodio preoccupante ed inquietante che ho difficoltà ad ascrivere alla mia gente. Sono invece portato a pensare ad una possibile mano esterna che abbia potuto agire su commissione».

Pino La Rocca

 

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