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“Trebisacce Futuro”, «sull’ospedale nessuna autocelebrazione»

“Trebisacce Futuro”, «sull’ospedale nessuna autocelebrazione»
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Anche la Minoranza in seno al Consiglio Comunale di Trebisacce esulta, ovviamente, alla notizia della sentenza del Consiglio di Stato che di fatto delegittima il decreto 18/2010 con il quale venne chiuso l’ospedale di Trebisacce. Il movimento civico “Trebisacce Futuro” si aggiunge al coro istituzionale e popolare che pretende una secca presa di posizione della Regione Calabria, del suo presidente Mario Oliverio  – che nel recente passato più volte ha espresso la volontà di rivedere la situazione del “Chidichimo” – e del commissario alla sanità calabrese Massimo Scura, per cercare di evitare che la sentenza della Suprema Corte non si trasformi in fumo negli occhi come sta accadendo per l’ospedale di confine di Praia a Mare, sul Tirreno, dove la buona novella del Consiglio di Stato è già arrivata un anno fa.

«Per dovere di cronaca, ricordiamo che la vicenda di Trebisacce – scrivono in una nota stampa Pino Sposato, Davide Cavallo e Paolo Accoti – ebbe inizio nell’anno 2010, allorquando l’amministrazione in carica, guidata da Mariano Bianchi, diede incarico all’avv. Giuseppe Mormandi di proporre ricorso avverso il provvedimento di chiusura dell’ospedale di Trebisacce, disposta avventatamente – con decreto n. 18/2010 di riordino della rete ospedaliera, della rete emergenza/urgenza e della rete territoriale – dalla Regione Calabria, non curante evidentemente dei bisogni e delle necessità di questo martoriato lembo di terra, scippato e depredato nel tempo dei servizi pubblici essenziali (sanitari, viabilità, trasporti, ecc.), peraltro, costituzionalmente garantiti».

Detto ciò, i rappresentanti di “Trebisacce Futuro” si augurano altresì che la vicenda non venga strumentalizzata per accapparsi meriti «al fine di autocelebrarsi e distogliere l’attenzione dalle problematiche amministrative e di gestione ordinaria del paese di Trebisacce che, evidentemente, continuano ad essere sotto gli occhi di tutti ed alle quali, ad oggi, non è stato posto alcun rimedio».

Vincenzo La Camera

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