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Rocca Imperiale, “Bottega federiciana” allagata

Rocca Imperiale, “Bottega federiciana” allagata
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Favoino: «Non mi è rimasto nulla. Spero nella solidarietà del Comune»

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Trenta centimetri di acqua si sono impossessati della “Bottega Federiciana” di Rocca Imperiale, annegando sacrifici, passione e pregevoli progetti di un artigiano locale. Il maestro Battista Favoino nel corso degli ultimi anni ha realizzato importanti lavori di arredo per il Castello Federiciano, come il trono di Federico II o l’Ippogrigo a grandezza naturale, oltre a lavori di restauro per privati e creazioni personali legati al fascinoso mondo dei cavalieri. Il suo laboratorio, adibito al piano terra del Monastero dei Frati Osservanti, di proprietà comunale, era un punto di riferimento anche per le scuole che nel visitare il centro storico del “Paese dei limoni e della poesia” non potevano esimersi dalla tappa alla “Bottega federiciana” dove l’artista Favoino (anche poeta) illustrava con dovizia di particolari le sue creazioni e le tecniche di costruzione.

La "Bottega federiciana" prima dell'allagamento

La “Bottega federiciana” prima dell’allagamento

Oggi di tutto questo non è rimasto nulla. Il maestro Favoino di rientro da Milano, dove tarscorre alcuni periodi dell’anno, si è trovato di fronte all’amara sorpresa di ritrovare il suo laboratorio allagato (nella foto in alto). La causa – da come ci racconta lui stesso – sembrerebbe essere riconducibile al riempimento di una cisterna all’interno del chiostro del monastero, la quale una volta raggiunto il limite massimo ha iniziato a perdere, riversando acqua nei saloni sottostanti. Evidentemente senza che nessuno pensasse bene di chiudere la saracinesca. Un incidente di percorso, una banale superficialità che ha mandato in fumo, o meglio in acqua, il delicato lavoro di un artigiano che ora non ha più nulla per ripartire. Accordi con clienti saltati, lavori pronti per la consegna danneggiati dall’acqua, buona parte degli arnesi da lavoro ormai irrecuperabili.  Intanto i vigili urbani hanno verbalizzato quanto accaduto e i locali per mezzo di un elettropompa autoadescante di proprietà del Comune sono stati liberati dall’acqua. Nel frattempo l’artigiano attende che qualcuno prenda a cuore la sua vicenda, a cominciare dal Comune per il quale negli anni Battista Favoino è stato sempre una risorsa.

Vincenzo La Camera

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