Redazione Paese24.it

Scoperta la “Grotta Gigliola” a Cassano all’Ionio

Scoperta la “Grotta Gigliola” a Cassano all’Ionio
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF
Immagine dell’ingresso prima della disostruzione e nell’allargamento per consentire il passaggio degli speleologi

Immagine dell’ingresso prima della disostruzione e nell’allargamento per consentire il passaggio degli speleologi

Un’altra cavità nel complesso roccioso delle Grotte di Sant’Angelo, sul monte San Marco a Cassano all’Ionio. La scoperta risale allo scorso 9 maggio, sebbene l’ingresso fosse stato individuato già tre settimane prima: non era però di dimensioni tali da potervi entrare, in quanto risultava essere una fessura di appena una quarantina di centimetri di larghezza che si prolungava all’interno per circa un metro per poi allargarsi e stringersi nuovamente.

Alla disostruzione dell’ingresso e alla prima fase esplorativa e di accatastamento della cavità hanno partecipato un gruppo di speleologi composto da: Paolo Forconi (esploratore autonomo del Lazio), Luigi Russo (esploratore autonomo del Lazio), Mariangela Martellotta (Gruppo Grotte Grottaglie, Gruppo Speleologico ‘Ndronico), Dino Grassi (Gruppo Speleo Statte), Salvatore Casalnuovo e Massimo Praino (Associazione Speleo Liocorno di Cassano) – (nella foto).

A saltare all’occhio la presenza di licheni intorno alla fessura della roccia e la temperatura: l’aria calda che fuoriusciva ha fatto supporre che al di là dell’esigua apertura potesse esserci altro.

bLa grotta, denominata “Grotta Gigliola” in memoria del medico e speleologo vittima del disastroso terremoto in Nepal (Gigliola Mancinelli), al momento, si presenta come una stratificazione di diversi periodi che hanno lasciato tracce del passaggio di acque attraverso la montagna nella quale è sita. Per raggiungerla al suo interno si percorre prima una zona di strette fratture, poi un meandro e una serie di passaggi di varie dimensioni che si diramano in più direzioni.

Nella cavità è stata rilevata la presenza di grossi bianchi di gesso e di concrezioni attiva, ma riguardo la fauna ipogea non sono state segnalate particolari evidenze. Ad oggi non sono stati avvistati chirotteri e si segnala la presenza di una radice, presumibilmente di albero di fico, che si dirama poi in varie direzioni e che, a prima vista, appare come un grosso cavo.

La grotta è stata parzialmente armata e alcuni passaggi sono stati ripuliti da materiale in bilico a rischio crolli. La sua esplorazione e i rilievi sono ancora in corso.

Federica Grisolia

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *