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Amendolara, dal 1965 sempre aperti. La storia di un negozio tramandato di madre in figlia

Amendolara, dal 1965 sempre aperti. La storia di un negozio tramandato di madre in figlia
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Il negozio oggi

Il negozio oggi

Una storia lunga 50 anni, fatta di sacrifici, passione e volontà. L’anniversario del negozio di alimentari, il Mini Market di Pompea Maria Franca Guerra, racchiude lungo il suo percorso la Storia (con la S maiuscola) e i cambiamenti di un Paese, l’Italia, e la storia (con la s minuscola) e i cambiamenti di un paese, Amendolara. Era il gennaio del 1965 quando la mamma di Maria Franca, Vincenzina Vitale (nota a tutti come Mariangela) decise di intraprendere la strada del commercio. Scelta originale per i tempi, apprezzabile anche per una capacità di conoscere il mercato, pur senza il supporto di un’istruzione scolastica. In Italia siamo in pieno boom economico ed i primi frigoriferi, le prime lavatrici stavano entrando prepotentemente nelle famiglie per scandirne da lì a poco i ritmi della vita.

Il negozio ieri

Il negozio ieri

Ed è così che anche alla marina di Amendolara, un piccolo borgo sulla costa jonica che iniziava a vedere le prime case attorno alla stazione ferroviaria, la signora Mariangela aprì assieme al marito Domenico Guerra, con 200.000 lire, un negozio di elettrodomestici che nel giro di poco tempo diventa anche Alimentari. Il negozio sorgeva a pochi metri di distanza da quello attuale, sempre affacciato sulla strada principale, ieri polverosa, oggi trafficata, la Ss 106.

In un paese dove l’occupazione del settore agricolo era pressoché dominante (sicuramente rendeva più ieri che oggi), dove il salame si conservava nella sugna, il formaggio nelle casse o nel grano e le altre vivande in mobiletti di legno (‘i stip), possibilmente all’asciutto e al fresco; e ancora, dove i panni si lavavano alle fontane del paese (bivìr), l’arrivo del frigorifero e della lavatrice venne accolto come il progresso, la strada per il futuro.L’attività commerciale poi divenne anche Alimentari. All’epoca non c’erano certo i fornitori e i rappresentanti al servizio dei negozi e quindi era il proprietario a doversi occupare di rifornire la propria bottega. «Quanti viaggi a Taranto, con la mia 1100», ci racconta Domenico, che oltre a lavorare in campagna, naturalmente supportava la moglie nell’attività. Nel negozio di Mariangela c’era di tutto: anche articoli di ferramenta e per la casa, vernici, materiale edile, ricambi per auto, piccoli mobili. Un punto di riferimento per il paese. Il negozio, un tempo, soprattutto nei piccoli centri, era anche luogo di incontro.

Vincenzina (Marinagela) Vitale aprì il suo negozio nel 1965

Vincenzina (Mariangela) Vitale aprì il suo negozio nel 1965

Questo aspetto, con mille difficoltà dettate dai tempi, forse si conserva anche oggi, nei paesi, dove il negozio al dettaglio, messo costantemente sotto pressione dalla grande distribuzione, cerca di resistere instaurando un filo diretto con il cliente alimentato dalla qualità dei prodotti e dalla fiducia. E lo sa bene Maria Franca che nel frattempo ha ereditato il negozio nel 2001, ammodernandolo nell’attuale Mini Market, e rispettando, non senza rinunce, il desiderio della mamma, continuando così ad alzare ogni mattina la saracinesca. Mamma Vincenzina si era già ammalata quando Maria Franca intraprese gli studi universitari in Economia e Commercio a Bologna, raggiungendo la sorella Elena (che oggi vive a Belluno con la sua famiglia).

Maria Franca con suo papà Domenico

Maria Franca con suo papà Domenico

Intanto il negozio, nel 1977, aveva cambiato sede, trasferendosi nell’attuale edificio, all’epoca un semplice rustico completato solo al piano terra, appunto per ospitare l’attività commerciale. «Io e mia sorella siamo cresciute nel negozio – ci racconta Maria Franca. Ed anche quando mi sono iscritta all’Università il mio desiderio era quello di ritornare un giorno». Quel giorno purtroppo arrivò troppo presto. Le condizioni della mamma peggiorarono sino alla scomparsa nel 2001, non prima però di aver passato il testimone alla figlia, sul letto di un ospedale. Pochi giorni per riflettere, contornati dal dolore per la perdita di una madre, Maria Franca decise di lasciare l’Università (altri due esami e si sarebbe laureata) per tornare definitivamente ad Amendolara e continuare l’attività della mamma. Tanti sacrifici all’inizio, notti insonni, per un lavoro difficile da gestire con il mondo che cambiava. Con l’euro che mandava in pensione la lira e si impossessava dei mercati.

Il negozio andava sicuramente rilanciato, ed in questo, gli studi universitari sono tornati utili eccome a Maria Franca, che tra corsi professionali, licenze, rinnovo arredamenti e il “prestito d’onore” per un imprenditoria femminile che iniziava a fare capolino, riuscì a mettere in piedi un market moderno e fornito. «Tutto questo ancora oggi è possibile grazie ai clienti. Ogni giorno cerco di fare il mio lavoro con cortesia e disponibilità, pensando a tutti i sacrifici che ha fatto mia mamma per lasciarmi il negozio». Oggi Maria Franca è sposata con Antonio e ha due bambini. E la serranda del negozio continua ad alzarsi tutte le mattine prestissimo, per richiudersi la sera quando è buio. Da cinquant’anni.

Vincenzo La Camera

mini market - Copia per web

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One Response to Amendolara, dal 1965 sempre aperti. La storia di un negozio tramandato di madre in figlia

  1. pagano giuseppe 2015/05/24 at 21:43

    Grazie a Mariafranca per il servizio che ci offre con la sua attività.

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