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Trebisacce, scongiurato commissariamento del Comune

Trebisacce, scongiurato commissariamento del Comune
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Alla fine il consiglio comunale di Trebisacce ha approvato il Consuntivo 2014 rispettando i tempi contingentati dal Prefetto e scongiurando il commissariamento dell’ente. Ma lo ha fatto con i soli voti dei 6 consiglieri di Maggioranza e con il parere contrario del Revisore dei Conti, mentre i 3 dell’Opposizione, a cui si è allineato l’ex assessore Vitola, hanno votato contro non ritenendo “attendibili” le poste di bilancio, sia quelle in entrata che quelle in uscita. Nel corso del serrato dibattito, anticipato dalla relazione del vice-sindaco Petta che ha esposto in modo chiaro e dettagliato sia le criticità che le misure correttive adottate e da adottare per uscire dall’impasse, la Minoranza, per bocca di Sposato e di Cavallo, entrando questa volta nel merito delle cifre, ha contestato la credibilità del Rendiconto e attribuito il pareggio di bilancio solo ad una serie di “artifici contabili”.

Secondo la Minoranza, in presenza della situazione disastrosa dei conti, meglio avrebbe fatto l’esecutivo in carica a dichiarare il dissesto e a dimettersi. Consiglio, questo, ribadito a più riprese dall’ex assessore Vitola e sancito da un suo documento scritto messo agli atti. La Maggioranza, prima con l’assessore al Bilancio Petta, poi con l’assessore Castrovillari e infine con il sindaco Mundo, senza sottovalutare la condizione di grave precarietà dei conti, compromessi dalla enorme massa debitoria ereditata, ha rivendicato il merito di aver ridotto il disavanzo di 900mila euro, ha contestato i rilievi del Revisore che risulterebbero essere “superficiali, ripetitivi e contraddittori” ed ha infine enucleato tutte le iniziative messe in atto per risanare il bilancio (accesso al fondo di garanzia per ripianare i debiti certi ed esigibili, riduzione della spesa, piano di ammortamento trentennale, …). «Non siamo abituati a sfuggire alle nostre responsabilità, anche se – ha concluso il sindaco Mundo –  il problema più grave è che la grave precarietà dei conti ci impedisce di pianificare la spesa e gli investimenti».

Pino La Rocca

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