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Castrovillari al voto. La Chiesa porta i candidati a “scuola di politica”

Castrovillari al voto. La Chiesa porta i candidati a “scuola di politica”
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Ad una settimana dalle elezioni Amministrative che domenica (31 maggio) vedranno i cittadini di Castrovillari protagonisti nella scelta del nuovo sindaco, ieri (22 maggio), i cinque aspiranti alla poltrona di primo cittadino (Francesco Battaglia, Marilina Capano, Mimmo Lo Polito, Eugenio Salerno e Peppe Santagada) hanno partecipato ad un confronto pubblico, organizzato dal consiglio pastorale della parrocchia di San Girolamo, nel concetto della dottrina sociale della Chiesa, per «sentirsi partecipi – come ha sottolineato uno dei componenti, Mimmo Graziano, nel suo intervento introduttivo – in una politica della vicinanza , non di sale fredde e poltrone». Un incontro originale, con l’intento di centrare «l’animus dei cittadini», anche nel suo format. Cinque domande – le stesse per tutti – a cui rispondere in due minuti e mezzo. Una formula non gradita da uno dei candidati, Battaglia che, in polemica con gli organizzatori, ha deciso di abbandonare l’incontro dopo la prima domanda, in cui aveva parlato della necessità di cooperative per creare posti di lavoro e di non gravare sulle casse comunali, rinunciando agli stipendi degli amministratori.

Lavoro, ambiente, servizi alla persona, patrimonio culturale e politica come rete. Questi i macro-argomenti su cui gli aspiranti amministratori, moderati dal giornalista Roberto Fittipaldi, hanno potuto esprimere idee e progetti. Democrazia diretta e partecipativa, rivalorizzazione delle “strutture statiche” esistenti, recupero della ferrovia, abolizione delle barriere architettoniche, educazione agli sport “minori” e rieducazione alla buona politica, l’importanza di internet in una società globale. I punti su cu si è soffermata la candidata Cinque Stelle Capano. Parola poi a Lo Polito (Pd) che, nelle sue risposte, ha ripreso il concetto di Act (Ambiente, cultura, turismo), un’offerta formativa che offra un pacchetto di servizi, parlando della necessità di valorizzare l’esistente, di ripartire dalle culture per recuperare anche la coesione sociale, dalle associazioni, dalle pari opportunità senza tralasciare vincoli finanziari e legali, dalla necessità di investire sulle risorse e su un turismo che faccia da ponte tra Ionio e Tirreno.

Dopo aver proposto un confronto a cinque anche in piazza, il candidato Udc Salerno ha centrato le sue idee di riferimento: censire i beni di proprietà del Comune, il compostaggio, l’idea del sociale come impresa e come opportunità di lavoro. Salvaguardia dei posti di lavoro esistenti, rilancio del commercio e valorizzazione del distretto agroalimentare di qualità, sviluppo delle professionalità presenti, incentivi alle imprese produttive, particolare sensibilità all’ambiente con la realizzazione di impianti eco-compatibili, lavoro di qualità per dare dignità alla persona, origini e tradizioni come punto di partenza per guardare al futuro, credibilità della classe politica, cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, importanza della associazioni: i punti cardine, invece, dell’intervento di Santagada (Liste Civiche). L’incontro è stato concluso da Michele Diodati, altro membro del consiglio pastorale parrocchiale: «No alle polemiche, ma bisogna entrare nel concreto, perché la realtà è superiore all’idea. E la politica deve partire dai bisogni della città».

Federica Grisolia

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