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Trebisacce. Sindaci non rispettano impegni, Giudice di Pace a un passo dalla chiusura

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Ufficio del Giudice di Pace: da oggi è interdetta l’attività giudiziaria per carenza di personale. La decisione è stata assunta dal giudice-coordinatore perché gran parte dei comuni della giurisdizione, che si erano assunti l’onere di provvedere alle spese del personale e dei servizi, non hanno adottato finora i provvedimenti necessari per cui gli impiegati distaccati presso l’ex pretura da oggi faranno ritorno nei rispettivi comuni di appartenenza. Salvatosi quindi dalla scure dei tagli operati dal ministero della Giustizia, l’ufficio del G.d.P. viene praticamente reso inattivo dai sindaci che si erano impegnati a salvaguardarlo.

La prima reazione è stata quella assunta dagli avvocati che da ieri hanno deciso di sospendere le udienze e, attraverso una nota, hanno invitato i sindaci a passare dalle parole ai fatti rendendo pubbliche le iniziative assunte «volte a scongiurare l’ingiusta, illogica e pregiudizievole soppressione del presidio giudiziario». La grave decisione assunta dal giudice-coordinatore ha comunque dato la stura alle polemiche ed alle prese di posizione. Il comune di Roseto, tramite l’assessore al Personale Peppe Nigro, ha precisato di aver deliberato in merito in data 17 aprile scorso. L’avvocato Davide Cavallo, nelle vesti di consigliere di minoranza e di legale, attraverso una nota ha scaricato le responsabilità «sull’evidente inadeguatezza dell’azione politica messa in campo a tutela dell’ufficio dall’esecutivo-Mundo». Il sindaco Mundo, da parte sua, si è subito dato da fare per correre ai ripari convocando per martedì prossimo 26 maggio alle 16 un incontro urgente con tutti i sindaci per fare il punto della situazione e determinarsi sul da fare.

 Pino La Rocca

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