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Villapiana, «Vecchi metodi e trasparenza zero». “Giovani Dem” rimproverano Maggioranza

Villapiana, «Vecchi metodi e trasparenza zero». “Giovani Dem” rimproverano Maggioranza
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Immobilismo amministrativo, reiterazione di metodi politici antiquati, mancanza di trasparenza e deriva autoritaristica. Sono questi, in estrema sintesi, i rilievi che i “Giovani Dem” di Villapiana, per bocca del loro portavoce Adolfo De Santis, rivolgono all’esecutivo Montalti a un anno dall’inizio del suo mandato. Così, mentre le forze di Opposizione sono impegnate nei soliti tatticismi, i giovani, confermando la loro natura più spontanea, vanno all’attacco in modo diretto e senza usare mezzi termini, ma sostengono di essere animati da spirito costruttivo e con l’obiettivo di spronare gli attuali amministratori a cambiare passo in modo che, finito il periodo di rodaggio, provino ad attualizzare “lo sbandierato cambiamento”, potendo tra l’altro contare sulla favorevole situazione finanziaria lasciata in eredità dai loro predecessori.

«Al tanto sbandierato cambiamento promesso in campagna elettorale, – ha scritto De Santis – alla prova dei fatti gli attuali amministratori si sono sostanzialmente dimostrati come traghettatori del vecchio modo di fare politica, incapace peraltro di capitalizzare il serio lavoro svolto dai vari governi di centrosinistra che si sono succeduti». Governi che, secondo il giovane Dem, avrebbero lasciato i conti pubblici in ordine e con un avanzo di amministrazione di circa 900mila euro. In riferimento quindi ai metodi utilizzati finora, De Santis invoca per il futuro una più condivisa collegialità e una minore sudditanza del consiglio rispetto alla Giunta e si augura per il futuro una maggiore trasparenza che metta al bando la latente opacità riscontrata finora in alcune scelte. «A questo proposito – conclude Adolfo De Santis – agli amministratori in carica si chiede che nella stesura di Bandi o nell’indizione di Concorsi pubblici, ci sia più oculatezza e una maggiore trasparenza, al fine di rendere la gestione della cosa pubblica quanto più cristallina possibile».

Pino La Rocca

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