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Castrovillari, si apre il sipario su “Primavera dei Teatri”

Castrovillari, si apre il sipario su “Primavera dei Teatri”
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Laboratorio teatrale, una mostra e due spettacoli in programma

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Partirà domani (29 maggio), a Castrovillari, “Primavera dei Teatri”, sedicesima edizione del festival ideato e organizzato dalla compagnia Scena Verticale. La prima giornata della rassegna sui nuovi linguaggi della scena contemporanea si presenta ricca di appuntamenti.

Alle ore 15, il laboratorio, a cura di Tindaro Granata, Musica in te(atro) che propone a chi vi partecipa la possibilità di esplorare le proprie capacità interpretative attraverso un canale inusuale ma fortemente comunicativo. All’allievo verrà chiesto di realizzare su un brano musicale della durata compresa tra i 3 e i 6 minuti una performance, in assoluta libertà che esprima il suo modo di vivere ed intendere il teatro. In seguito verranno assegnati tre brani i cui temi saranno: amore, tristezza, sofferenza. Su questi si lavorerà insieme al docente e al resto del gruppo, per analizzare la proposta creativa dell’allievo.

Alle 19.30 verrà inaugurata la mostra Inchiostropagano, un percorso espositivo che abbraccia momenti complementari della produzione di Luca Viapiana, pittore catanzarese. In esposizione fino al 2 giugno, la mostra propone opere con approccio simbolico e schiettamente iconografico, come la cicogna crocifissa “Untitled 1“, fino a lavori recenti in cui vengono indagati i risvolti materici dello scontrino, utilizzato, come avviene in “The child” con spasmodica cura del dettaglio, per la costruzione dell’impianto prospettico.

A dare il via ufficialmente alla serie di spettacoli in programmazione al Festival, la Factory Compagnia Transadriatica che mette in scena alle 20.30, al Teatro Sybaris, La Bisbetica Domata, di William Shakespeare per la regia di Tonio De Nitto.

La storia di Caterina, di sua sorella Bianca e di un intero villaggio. La storia di un villaggio che ha ferito e svenduto un bene prezioso. Una storia che avrebbe potuto essere una favola. Caterina l’inadeguata, la non allineata e’ la pazza per questo villaggio. Dietro di lei, spigolosa ma pura e vera, un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di capricci lontani dall’amore, di burattinai e burattini non destinati a vivere l’amore, ma a contrattualizzarlo. Caterina non sta a questo gioco e come in una fiaba aspetta, pur non mostrando di volerlo, un liberatore, un nuovo inizio che suo malgrado potrà costarle molto più di quanto immagini. Ed ecco che la commedia si fa favola nera, grottesca, più contemporanea forse, nel cinico addomesticamento che non è molto diverso dallo spietato soccombere. Shakespeare in una lettura corale e visionaria dove la musica e la rima concorrono a restituirci una sorta di opera buffa, caustica e comicamente nera.

A seguire, alle 22.30 nella sala 14 del Protoconvento la Piccola Compagnia Dammacco presenta L’inferno e la Fanciulla, ideato e scritto da Mariano Dammacco, anche regista dello spettacolo, e Serena Balivo. Una surreale bambina, la Fanciulla, in un suo personale viaggio all’inferno, non quello delle anime dannate, bensì l’inferno che a volte ci sembra di vivere nella nostra quotidianità. Un confronto tra la Fanciulla e le aspettative  riguardo la sua vita futura, con le difficoltà e le delusioni legate alla ricerca di qualcuno che le sia affine. Un viaggio alla scoperta di una propria dimensione di adulto, che la condurrà a provare paura e insofferenza per l’autorità e a scoprire sentimenti negativi quali la rabbia o la misantropia. Un percorso che svelerà che il vero e proprio inferno sulla terra della protagonista, o forse di molti di noi, sta nel rischio di restare per sempre nella condizione di figli, imprigionati in una proiezione mentale di se stessi adulti senza che questa si concretizzi mai in realtà. Una sorta di manifesto delle ultime generazioni fino ad affermare che l’inferno è la fanciulla.

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