Redazione Paese24.it

Castrovillari, terzo appuntamento con “Primavera dei Teatri”

Castrovillari, terzo appuntamento con “Primavera dei Teatri”
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

Terzo appuntamento con Primavera dei Teatri, festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea, ideato e organizzato da Scena Verticale. Si parte alle 18, negli spazi del Castello Aragonese, con la presentazione del romanzo di Andrea Porcheddu dal titolo Infedele alla linea. Ci sarà il golpe in Italia? E quando? Il nuovo premier sarà colluso? Tornano davvero le Br? Ma soprattutto: uccideranno Ascanio Celestini? Il clima è pesante, si temono azioni terroristiche. Non si capisce chi governa. Tutti contro tutti, in questo generale declino. Le grandi opere fanno gola alle famiglie mafiose. Sulla TAV ci sono troppi interessi poco chiari. Ascanio Celestini – l’attore, il regista, lo scrittore, il giullare amato da tutti – non esita a fare i nomi, a dire quello che pensa anche in tv. Ecco perché è un obiettivo sensibile. E Federico Mila, critico teatrale ormai disoccupato, si trova in mezzo a tutto questo, costretto a barcamenarsi tra crisi pubbliche e private: una dieta imposta dal medico per ridurre il sovrappeso; la vita di coppia al collasso; il teatro e i suoi personaggi come eterno orizzonte. Come fosse improvvisamente in scena, all’alzarsi del sipario Federico Mila diventa protagonista di una vicenda il cui finale è davvero un mistero, tra agenti segreti, mafiosi vendicativi, oscuri politici, amici, colleghi, e tante donne affascinanti.

Alle 20.30, al Sybaris, Teatro Elicantropo Anonima Romanzi presenta Scannasurice di Enzo Moscato per la regia di Carlo Cerciello. Una sorta di discesa agli “inferi”, post terremoto, di un personaggio dalla identità androgina, nell’ipogeo napoletano dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità. In compagnia dei topi, metafora dei napoletani stessi e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata.

Il racconto di un“femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, creatura dall’aspetto mitologico, quasi magico. Ad interpretarlo un’attrice che ne rende evidenti l’ambiguità e l’eccesso e che, una volta smontata la sua appariscente presenza, indosserà la solitudine e la fatiscenza stessa del tugurio dove vive. Sarà cieca Cassandra, angelo scacciato dal Paradiso, sarà maga, sarà icona grottesca e disperata, ma sempre poetica.

Alle 22, nella sala 14, Quotidiana.com/Armunia Festival Inequilibrio mettono in scena, in prima nazionale, Io muoio, tu mangi  capitolo di “Tutto è bene quel che finisce” (3 capitoli per una buona morte) di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni. “Io muoio e tu mangi!” è il rimprovero rivolto al figlio dal padre morente. Una riflessione affilata e malinconica sulla necessità di sollecitare una pietas collettiva che rinunci alla ferita dell’agonia, assecondando la richiesta di una “dolce morte”. Ma è anche un improbabile viaggio dall’Empireo alla Diaccia, attraverso le gerarchie che posizionano prediletti e reietti, nonostante si predichi che il perdono è assicurato per tutti. Le quotidiane visite di una figlia al padre in fin di vita. Al ritorno lei trova ad attenderla il compagno che cattura con la videocamera il resoconto di un’altra giornata in geriatria. Le infermiere, le caposala, i pazienti assumono volti e modi grotteschi; il delirio di quelle stanze ha contagiato il personale o è forse accaduto il contrario? Se la fine non è degna di essere raccontata allora anche la vita perde di senso.

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *