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…E continuano a chiamarla “Civita…nova”

…E continuano a chiamarla “Civita…nova”
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A Castrovillari l'iniziativa riempie il centro storico di gente. Ma per alcuni il commercio scavalca la cultura

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Erano anni che non si vedeva una Civita così piena di gente. Anzi – dallo scorso anno – quando si è svolta l’ormai consueta edizione di Civita…nova, manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Castrovillari, in collaborazione con il Comune e numerosi sponsor privati. Stesso periodo, tre giorni – quest’anno dal 19 al 21 settembre – per cercare di far rivivere il centro storico della città. Tanta la partecipazione, tanti gli stand allestiti, molti i giovani che hanno preferito trascorrere le loro serate nel centro storico, ma – paradossalmente – nessuna iniziativa che valorizzasse davvero la storia di ciò che è definito “il salotto antico” della città. Un centro antico in cui è presente il castello aragonese, maniero utilizzato come carcere fino al 1995 nella cui torre – definita “infame” a causa delle terribili punizioni inflitte – venivano rinchiusi i prigionieri; il primo convento francescano edificato in Calabria; il teatro Sybaris, ricavato dalle antiche scuderie dello stesso protoconvento; la basilica minore di San Giuliano (patrono della città) con il suo portale rinascimentale; il Santuario della Madonna del Castello: beni culturali testimoni di una storia spesso sconosciuta – in quest’occasione divenuti scenari di improbabili set trash non consoni al contesto.

Il castello aragonese trasformato in un ritrovo per giovani che amano ballare e divertirsi, ma quasi camuffato nella sua vera identità; un convegno su Pier Paolo Pasolini; reading; mostre d’arte; un’esposizione di abiti cuciti – con materiale riciclato – dagli studenti dell’Istituto Professionale; musica di tutti i generi per tutte le età (da Ligabue, alle musiche da sala, dalla fisarmonica al cantautorato di Marco Francomano); gastronomia; fiere con numerose bancarelle, orecchini, artigianato; pannelli che ritraggono scorci dell’antico centro abitato appesi sui muri, spesso però deturpati da scritte; lo stesso muro, deturpato, su cui è stata proiettata la video clip di “Nati per Leggere”, iniziativa rivolta ai più piccoli per sottolineare l’importanza della lettura ad alta voce in età infantile.

Tante le iniziative, variegate, per tutti i gusti, che hanno popolato una parte di città – tutto l’anno, però, abbandonata a sé stessa e trascurata. E allora, “Civita…nova” dovrebbe essere 365 giorni all’anno, per evitare che spenti i riflettori, si torni ad una realtà buia e sconosciuta. Perché i locali sono altrove, perché il centro della città non è quello, perché non ci sono negozi, stand e bancarelle. Non esiste futuro senza conoscere il passato, e la storia deve essere diffusa e tramandata, non soltanto commercializzata.

 Federica Grisolia

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