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Ciak si gira a Morano con “Romanzo calabrese”

Ciak si gira a Morano con “Romanzo calabrese”
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Un film di casa nostra che racconta una Calabria fatta di tradizioni, amicizia, amore e contraddizioni. Sono iniziate le riprese di “Romanzo calabrese. I figli di zi Nicola”, diretto dal regista Renato Pagliuso, che sarà girato a Morano Calabro, Castrovillari, ai Laghi di Sibari, in una nota cantina calabrese e a Roma. E’ la storia di un uomo semplice, un padre, un lavoratore, che ritrovandosi senza il sostegno della famiglia e degli amici, dopo essere stato ingiustamente accusato di abusi sessuali, si lascia morire con la pena di non aver potuto dimostrare la sua innocenza all’unica figlia. Compongono il cast di questa nuova produzione, patrocinata dall’Amministrazione comunale, e realizzata dall’Associazione Culturale Cinematografica “Esterno Giorno” e dal Centro Studi Naturalistici “Il Nibbio”: Robert Woods (attore americano di fama internazionale, noto per le numerose pellicole western), Pino Torcasio, Marco Silani, Chiara Conti, Paolo Mauro, Cinzia Carrea, Gennaro Duccilli. Il film si avvale, inoltre, della presenza sul set di Federico Del Zoppo, direttore della fotografia già impegnato con attori del calibro di Pasolini, Visconti, Sordi, Leone.

Non mancano poi interpreti del posto: più di uno, a dimostrazione della volontà del regista di promuovere, insieme alle sensibilità e ai valori di un’umanità troppo sovente snobbata dal cinema, anche le potenzialità inespresse che si celano nella nostra terra. Tutte le location, sia in ambito urbano sia rurale, tra le più suggestive del territorio, si sposano con la trama del film e allo stesso modo promuovono l’immagine di un borgo laborioso e vivace, accogliente e tollerante, appetibile turisticamente e tra le mete più ambite della provincia, un borgo che vuole crescere e si rende disponibile per tali iniziative. Ma il motivo per cui ha scelto Morano per raccontare la vicenda di un anziano proiezionista dei giorni nostri, Renato Pagliuso lo sintetizza così: «La Calabria – ha detto – rappresenta le mie radici, la amo e la odio allo stesso tempo. Troppe volte ho tentato di andarmene lontano, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo veramente. Restare vuol dire lottare e rassegnarsi contemporaneamente, vedere orrori e scoprire ricchezze. Ed è per queste ricchezze che ho deciso di narrare, mediante la macchina da presa, una Calabria diversa, fatta di tradizioni nobili, di amicizia, amore, di sofferenze e di contraddizioni. A Morano tutto questo coesiste magnificamente».

Federica Grisolia

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