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Castrovillari. Dalla Regione niente fondi per la “Paper Moon”

Castrovillari. Dalla Regione niente fondi per la “Paper Moon”
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Il Comune non è in grado di anticipare le "rette". I bambini della casa famiglia non sorridono più

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«Non abbiamo motivo per celebrare, festeggiare e ricordare la Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (celebrata il 20 novembre ndr)». E’ così che la casa famiglia “Paper Moon”, associazione di volontariato che dal 1987 opera a tutela dei minori meno fortunati, denuncia una condizione di disagio e difficoltà in un contesto che dovrebbe essere prioritario nell’assistenza e nell’attenzione, soprattutto da parte delle istituzioni.

Un monito che arriva proprio nella Giornata in cui si dovrebbe ricordare tutto ciò che si fa concretamente per i ragazzi svantaggiati, ma quando i decreti non vengono rispettati e attuati nell’immediatezza, allora c’è ben poco da celebrare.

La casa famiglia Paper Moon, sita in via della Libertà a Castrovillari e gestita da Silvio e Maria Carrieri, si trova a dover fronteggiare quotidianamente numerose difficoltà e lo fa in nome di un’unica missione: «educare al cambiamento e tutelare le nuove generazioni, oggi sempre più deboli». Difficoltà con cui, del resto, si trovano a fare i conti tutte le strutture sociali calabresi che operano facendo del volontariato la loro unica forza. Una forza che deriva dalla voglia di dare a questi ragazzi gli strumenti e le possibilità per costruirsi un futuro migliore, un’educazione dedita alla loro crescita, un’istruzione che va oltre la scuola e accompagna mano nella mano quei bambini dall’infanzia dimenticata, in un mondo troppo grande per le loro esperienze. E lo si fa attraverso il gioco, lo studio, la lettura, le passeggiate all’aria aperta, il cinema, il teatro, la televisione.

Paper Moon ha ospitato circa 50 bambini, nella maggior parte dei casi, fino alla maggiore età, coinvolgendo volontari, professionisti ed istituzioni, ma ora rischia di non poterlo fare più, perché manca la garanzia del minimo sostentamento. Vuole far sentire la propria voce Silvio Carrieri, che poi è la voce di tutti quei ragazzi che non possono urlare allo Stato il proprio disagio.

Il “Coordinamento delle case famiglia e delle strutture socio assistenziali della provincia di Cosenza, già da tempo hanno sottolineato tali difficoltà ma le risposte dalla Regione conoscono solo la lingua del politichese e delle promesse mancate. Il problema maggiore riguarda l’impossibilità dei Comuni di anticipare alla cassa regionale le somme destinate al funzionamento delle strutture, somme che tardano ad arrivare. Una serie di passaggi in una burocrazia troppo lenta. Lo Stato, secondo l’interpretazione delle norme, si fa carico del mantenimento e dell’istruzione dei singoli minori in difficoltà e le “rette” vengono poi trasferite dalla Regione ai Comuni.

Una retta che ammonta a 31 euro giornaliere per ciascun piccolo ospite, aumentata nel 2010 a 50 euro e ad oggi ridimensionata nuovamente alle 31 euro iniziali. Ma il bilancio finanziario dell’attuale Amministrazione comunale non consente di farsi carico delle spese inerenti alle somme di saldo annualità 2012 e anticipo 2013 ed è così che Paper Moon si ritrova in una condizione economica tale da non poter garantire ai suoi ragazzi il minimo di assistenza educativa.

Ma i più piccoli si sa non conoscono crisi, perché tra compagni di classe tutto ha lo stesso valore e tutti devono avere le stesse cose, gli stessi libri, i vestiti nuovi, lo stesso cellulare e la stessa gioia nello scartare un regalo. I ragazzi devono andare in palestra, al cinema o a calcetto. Perché tutti sono uguali e tutti meritano qualcuno che si prenda cura di loro.

«Serve un’azione eclatante ed è questo – ci racconta Silvio – che Paper Moon si appresta a fare. Uno sciopero della responsabilità per i diritti, ovvero una sospensione dei servizi, che sarà comunicata a tutti i soggetti responsabili ma che non farà venire meno il principio di tutela ed assistenza dei piccoli ospiti. Uno sciopero che assicurerà l’attività ordinaria della struttura, dunque sostegno scolastico, vitto e alloggio, ma ridurrà al minimo le attività integrative di gioco, animazione e svago».

E’ un gesto significativo, una richiesta d’aiuto, affinché si crei una rete di solidarietà, a tutela di coloro che non possono farcela da soli.

Il processo della crescita è complesso, lungo e merita di essere curato al meglio. Questi ragazzi meritano attenzione, perché nei loro occhi c’è tutta la sofferenza di una vita andata avanti troppo in fretta e negli occhi di chi li tutela, di chi ogni giorno si batte per i loro diritti, di chi li aiuta nel concreto, accompagnandoli a scuola, cucinando per loro, con un regalo, stando al loro fianco quando stanno male, festeggiando i loro compleanni, aiutandoli a fare i compiti, si legge impotenza e tanta speranza.

La speranza che il cuore di un bambino possa aprire la mente di un adulto. Soprattutto di coloro che stanno ai vertici delle istituzioni. Così, davvero, nella Giornata dei diritti dell’Infanzia potrà esserci qualcosa da celebrare.

Federica Grisolia

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