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Rossano, centrale Enel a rischio chiusura. Lavoratori in protesta

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Il sindaco Antoniotti invoca l'aiuto del Governatore Oliverio

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Si fa sempre più nebuloso il futuro della centrale Enel di Rossano. Al momento, infatti, dall’azienda non arrivano dei segnali in merito a una futura, e al momento poco probabile, riconversione della centrale, tanto che, ad oggi, il sito di Rossano risulta tra i 23 in dismissione. Nella giornata di ieri, mercoledì 3 giugno, alcuni operai hanno manifestato di fronte ai cancelli della centrale di contrada Cutura, con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni pubbliche regionali e nazionali e focalizzare l’attenzione sull’ennesimo problema che attanaglia la Sibaritide.

Il sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, ha manifestato la sua solidarietà nei confronti degli operai, specificando che «la questione Enel rimane una priorità nelle prospettive di rilancio del territorio. Oggi la vertenza non sembra più essere in una fase di stallo. Questo anche alla luce di quanto comunicato dalla società energetica, nei mesi scorsi, sulla possibilità di far rientrare la centrale di Rossano, che al momento risulta tra i 23 siti italiani avviati a dismissione, in un piano di riorganizzazione e rilancio. Una possibilità plausibile, solo se un’idea di riconversione verrà prodotta in tempi concreti e relativamente celeri». Antoniotti ha poi aggiunto che «nelle settimane scorse, per il tramite del consigliere regionale Giuseppe Graziano, avevamo chiesto al presidente Mario Oliverio di interessarsi della questione Enel. E lo stesso Governatore si era detto disponibile a presiedere un tavolo tecnico da tenersi a Roma con le istituzioni locali e i vertici nazionali dell’azienda energetica. Pur apprezzando l’interesse dimostrato dal Presidente della Giunta non abbiamo ricevuto riscontro relativamente alla data nella quale dovrà tenersi questo incontro».

Pasqualino Bruno

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