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Castrovillari, Santagada ringrazia i suoi elettori e annuncia il ricorso

Castrovillari, Santagada ringrazia i suoi elettori e annuncia il ricorso
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«Abbiamo ottenuto il 49,95 % di voti, la differenza per una manciata di voti, di fatto un pareggio». Peppe Santagada, candidato a sindaco delle Liste Civiche, ieri sera (26 giugno), dal palchetto di via Roma, ha ringraziato gli elettori che lo hanno sostenuto al ballottaggio. Santagada ha iniziato il suo discorso “rimproverando” «le 10mila persone che non sono andate a votare», commentando, così, un astensionismo che «ha minato il diritto di democrazia e ha determinato un’ulteriore spaccatura in città: la metà degli elettori non è andata a votare, l’altra metà è divisa tra i due schieramenti». Fa, poi, riferimento alla campagna elettorale, caratterizzata – secondo l’esponente delle Civiche – «da parole dure e pesanti e da attacchi personali e non di natura politica». E, soprattutto, annuncia «la possibilità di fare ricorso, non perché non riconosciamo l’esito elettorale, ma perché con questo scarto di voti è obbligatorio e la città ce lo chiede. Inoltre – ha aggiunto il candidato delle Civiche – in questo modo si fugherà ogni dubbio sulla legittimità dell’investitura e nulla potrà inficiare il rapporto di fiducia. Sarà un organo preposto per legge a verificare come sono andate le elezioni a Castrovillari: chi vince governa, chi perde sarà all’opposizione». Un’opposizione che Santagada annuncia «senza pregiudizi e preconcetti, leggendo le carte e valutandole attentamente». «Informeremo la città su ciò che loro faranno, perché abbiamo preso un impegno. Finché non si pronunceranno gli organi preposti noi faremo opposizione. In politica ci vuole etica e morale». E – come lui stesso sottolinea – non sarà da solo ma con «4930 persone che staranno con gli occhi bene aperti».

Una trasparenza che Santagada reclama già «nel primo consiglio comunale di Lo Polito bis, chiedendo la presenza delle telecamere che trasmettano non solo sul web, ma anche in tv». Riferimento, poi, al terremoto politico-giudiziario che ha colpito la Regione Calabria: “Rimborsopoli”. «Le Civiche – ha detto Santagada – sono state accusate di non avere la “filiera istituzionale”, di non avere punti di riferimento al Governo e alla Regione. Come faranno, ora, a produrre atti nel momento in cui c’è un consiglio devastato? Dovrebbero dimettersi sia a Catanzaro che a Castrovillari». Infine, spazio ai ringraziamenti, soddisfatto di un percorso iniziato tempo fa, che trova riscontro nei fatti: «Siamo partiti dal 23% dei consensi, per poi arrivare al 46% e al 49%… ora dobbiamo ricontare tutto».

Federica Grisolia

 

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