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Come cambia l’agricoltura nell’Alto Jonio. Nasce la Rete d’imprese “Terre del Ferro”

Come cambia l’agricoltura nell’Alto Jonio. Nasce la Rete d’imprese “Terre del Ferro”
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Una nuova frontiera per il comparto agricolo dell’Alto Jonio: il metodo biodinamico è pronto per essere applicato. L’idea che già da qualche tempo frulla nelle menti di alcuni addetti ai lavori ha incontrato terreno fertile, è il caso di dirlo, in alcune aziende del territorio che hanno costituito una Rete d’impresa pronta ad immettere sul mercato alcune eccellenze gastronomiche, prodotte appunto con la tecnica della biodinamica. Pioniere della biodinamica, in questo comprensorio, è il dottor Rocco Arcaro, agronomo ed esperto di agricoltura innovativa. Sabato 18 luglio ad Oriolo, nel teatro Valle alle ore 18, verrà illustrato questo nuovo progetto di Rete d’Imprese con la presentazione ufficiale del nuovo marchio “Terre del Ferro” (che richiama la storica fiumara), il nuovo brand di mercato per i prodotti.

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“Biodiversamente”, la tavola rotonda organizzata grazie al contributo del Gal Alto Jonio, Misura 411.133 – Attività di Informazione e Promozione a valere sui Fondi Asse 4 Approccio L.E.A.D.E.R. – Nell’ambito del programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, punta a far incontrare associazioni, produttori e istituzioni pronti a mettersi in gioco per lavorare in maniera seria ad uno sviluppo agricolo e zootecnico, àncora di salvezza per l’Alto Jonio cosentino.  Al momento le aziende che hanno aderito alla Rete d’imprese sono cinque e ricadono nei comuni di Amendolara, Oriolo e Roseto ma la piattaforma dovrà necessariamente allargarsi. Ognuno potrà produrre ciò che desidera, nel rispetto delle linee guida della Rete d’imprese, ed ogni prodotto immesso sul mercato avrà il marchio “Terre del Ferro”. Dalle carni ai formaggi, dal vino all’olio, dai salumi, agli ortaggi, ai prodotti da forno (pane, biscotti, taralli, etc…): l’Alto Jonio è pronto a creare il suo paniere di prodotti biodinamici da vendere in maniera intelligente su quei mercati capaci di apprezzare il cibo genuino. L’idea è quella di realizzare punti vendita strategici in Italia e all’Estero ma anche di dare la possibilità alle aziende aderenti al progetto di poter vendere a Km0. Nonché tramite i Gruppi di Acquisto Solidale sul web.

Il compito della biodinamica è di ritornare alla tris vincente del prodotto da tavola: gusto-colore-sapore. La biodinamica, che include il concetto di agricoltura biologica, non inventa nulla di nuovo, ma punta a fare agricoltura con la tecnica dei bisnonni: trattamento naturale della terra, dei pascoli e delle piante con il rispetto dei cicli lunari. Con l’aggiunta fondamentale di un’adeguata comunicazione del prodotto. Infatti è fondamentale orientare i consumatori all’acquisto del cibo biodinamico. Il consumatore moderno che acquista e mangia “biodinamico” dovrà interessarsi non solo al prezzo ma anche al processo che ha consentito ad un prodotto di arrivare sulla sua tavola: il legame con il territorio è il vero valore intrinseco. Alla tavola rotonda di Oriolo parteciperanno, oltre a Rocco Arcaro che illustrerà nei dettagli, in qualità di presidente, il progetto della Rete d’impresa “Terre del Ferro”; anche Carlo Triarico, presidente nazionale Associazione Agricoltura Biodinamica e Maria Bruni, presidente regionale Associazione Agricoltura Biodinamica. Tra i relatori anche Pietro Leo, Primario di Gastroenterologia presso l’Ospedale di Cosenza il quale si soffermerà sui vantaggi di mangiare sano; con Giusy Converti, presidente di “Sapere d’Impresa” (Ente di Formazione con sede a Roseto Capo Spulico) che, invece, concentrerà il suo intervento sull’importanza di comunicare l’agricoltura biodinamica. Poi è previsto l’intervento di Osvaldo Minervini, presidente “Mondo Consumatori” di Cosenza il quale fornirà degli interessanti spunti su come gestire una Rete d’Impresa oggi, anche e soprattutto nell’ottica di saper individuare le esigenze alimentari delle famiglie. I saluti istituzionali sono affidati al sindaco di Oriolo, Giorgio Bonamassa; al presidente del Gal Alto Jonio, Tonino Santagada; al presidente del Distretto Rurale Alto Jonio, Eduardo Lo Giudice.

Vincenzo La Camera, giornalista – ufficio stampa

 

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