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Cosenza. L’odissea di un paziente: 200 km per prenotare una visita

Cosenza. L’odissea di un paziente: 200 km per prenotare una visita
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La segnalazione arriva dal consigliere regionale Giuseppe Graziano

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Duecento chilometri per prenotare una visita. Succede in Calabria, dove le lungaggini burocratiche, soprattutto nel settore della Sanità, finiscono per svilire anche i cittadini più tenaci. La segnalazione di questo episodio arriva dal consigliere regionale di centrodestra Giuseppe Graziano, che attraverso una nota, ha spiegato le “peripezie” vissute da un paziente calabrese.  «Lo scorso 10 giugno – si legge nella nota – un utente si reca presso il Centro unico di prenotazione di San Marco Argentano per prenotare tre prestazioni. L’operatore del Cup lo invita a rivolgersi al centro di Cosenza per prenotare due delle tre prestazioni, in quanto l’addetto era impossibilitato a procedere con la prenotazione delle stesse. Una volta giunto al Cup di Cosenza, l’utente, dopo essere riuscito a prenotare solo una delle due prestazioni rimaste, viene sollecitato, questa volta dagli operatori della struttura del capoluogo bruzio, a recarsi al Cup di Castrovillari per poter effettuare la prenotazione della terza prestazione sanitaria. Insomma, una trafila di 200 chilometri, su e giù per la provincia, per prenotare tre diverse visite. Un’operazione che, in un sistema di prenotazione informatico normalmente efficiente, si sarebbe dovuta concludere con tre click sulla tastiera di un computer».

Per Graziano «siamo di fronte ad un caso di malaburocrazia sanitaria che trova la sua genesi in anni di gestione fallimentare del settore, a cui il nuovo management sta cercando di trovare soluzione. La speranza è che Oliverio – ha concluso il consigliere Graziano -, anche alla luce di situazioni al limite del grottesco come quella in cui è costretto il servizio Cup, si desti e dia maggiore vigore ed i giusti input all’apparato amministrativo regionale che, in ambito sanitario, attraverso le nuove figure dirigenziali, ha intrapreso un difficile e coraggioso lavoro di riorganizzazione che necessita però del pieno sostegno della politica».

Pasqualino Bruno

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