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Sindaci dal nuovo vescovo di Cassano. Dal “no triv” all’immigrazione

Sindaci dal nuovo vescovo di Cassano. Dal “no triv” all’immigrazione
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“No trivellazioni” e “Immigrazione-Emigrazione”. Questi i temi centrali dell’incontro tra il vescovo di Cassano all’Jonio, monsignor Francesco Savino, e i sindaci dei Comuni appartenenti al territorio diocesano (presenti 17 primi cittadini su 22, più l’associazione RASPA – Rete di associazioni della Sibaritide e del Pollino per l’autotutela), tenutosi lunedì (3 agosto), nel Seminario diocesano “Giovanni Paolo I”, a Cassano. Un incontro gradito ai sindaci a cui è piaciuto l’approccio del vescovo e l’intenzione di seguire un percorso, nel rispetto delle reciproche responsabilità, senza alcuna intromissione, che metta al centro “il bene comune” e la qualità di vita dei cittadini.

Subito dopo la sua introduzione, tutti concordi sulla necessità di opporsi con forza alle trivellazioni nel Mar Jonio e di lavorare affinché gli immigrati siano accolti ed integrati, nel pieno rispetto della legalità e, nel contempo, si faccia di tutto per fermare l’emorragia di giovani che emigrano alla ricerca di lavoro. Ma sono tanti i problemi che si affacceranno nella discussione: il rischio che con gli immigrati prevalga il desiderio di speculare; l’emergenza sanità nel nord Calabria; la mancanza di un osservatorio epidemiologico e di un registro dei tumori, che consentano di adottare azioni utili a prevenire alcune neoplasie generate, probabilmente, proprio da una scarsa qualità ambientale; la viabilità (Ss 106 ma anche le piccole strade che collegano con i piccoli borghi); la pressione fiscale e i tagli finanziari.

E poi i temi all’ordine del giorno. Tre le parole chiave: Accoglienza, integrazione, legalità. «Sono contrario agli estremismi – ha detto il vescovo. No al buonismo, no all’atteggiamento di intolleranza. Io sono per la riflessione, per il pensare, ragionare, per non cedere alla facili emozioni». Sull’emigrazione: «Molti giovani vanno via. Il rapporto Svimez parla di un Sud destinato al “sottosviluppo permanente”. E’ necessario fare qualcosa oggi, per raccogliere dei risultati tra dieci anni» – ha riferito ai sindaci, preoccupato, mons. Savino. «Stare insieme per organizzare il bene, attuare azioni di lotta alla povertà, alla disoccupazione diventa, quindi, un imperativo. O ci si salva insieme o non si salva nessuno».

Infine, il riferimento del presule al prossimo convegno ecclesiale nazionale che la Chiesa italiana celebrerà a novembre a Firenze «per capire come creare in Gesù un nuovo Umanesimo. Io non mi rassegno allo sfacelo dell’uomo». Sulle trivellazioni, domande e richieste precise alla politica: «E’ tempo non di parole ma di fatti. Le trivellazioni a chi giovano? La Calabria merita di essere sfigurata o trasfigurata?». Intervento condiviso dai primi cittadini che hanno riferito al vescovo la “solitudine” di cui soffre la politica locale e a cui, come risposta, mons. Savino ha ripreso il magistero di Papa Francesco riferendosi alla centralità del Popolo, alla necessità di «guardare al centro, dalle periferie» e di attivare «gesti forti e pacifici».

Federica Grisolia

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