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Oriolo, chiusura Giudice di Pace. Il Comune prova ad opporsi

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Chiusura dell’ufficio del Giudice di Pace di Oriolo: il comune cerca di correre ai ripari e, attraverso una delibera di Giunta, ne chiede formalmente la riapertura dichiarandosi disponibile insieme agli altri 5 paesi del Mandamento, a fornire la sede, a sostenerne le spese vive ed a dotare l’ufficio del personale necessario nelle persone di Francesco Silvestri (Cat. C.), Nicola Dursi (Cat. B) e Antonio Gallo (part-time con Trebisacce), laureato, di Cat. D6, nelle vesti di Cancelliere. Basterà questo a riaprire il portone dello stabile di via Cassiani che il ministero ha già chiuso dal 31 luglio scorso?

Sarà difficile, perché ormai la scure dei tagli si fa sempre più iniqua, ma gli amministratori hanno il diritto-dovere di provarci non fosse altro che per non sottoporre le popolazioni dei 5 paesi del Mandamento che già sono soggetti ai viaggi della salute ad affrontare anche quelli della giustizia. Infatti il Ministero, invece di accorpare quei 5 paesi al G.d.P. di Trebisacce, li ha dirottati su Castrovillari da cui questi comuni distano 80/90 chilometri, disattendendo, tra l’altro, le indicazioni del consiglio dell’ordine degli avvocati di Castrovillari (COA) presieduto dall’avv. Laghi che, attraverso una nota, ha definito «una stortura l’aver accorpato Oriolo a Castrovillari (molto distante) mentre – si legge – sarebbe logico l’accorpamento a Trebisacce stante la più modesta distanza tra i due centri. E’ indispensabile – si legge ancora nella nota del COA – contenere i disagi sociali della giustizia perché questi spesso scoraggiano i cittadini dal rivolgersi all’autorità giudiziaria per i costi elevati della giustizia».

Pino La Rocca

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