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Rifiuti tossici interrati a Lattarico? Sconvolgenti rivelazioni di un pentito

Rifiuti tossici interrati a Lattarico? Sconvolgenti rivelazioni di un pentito
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Rifiuti tossici interrati nel territorio cosentino. La rivelazione arriva da un collaboratore di giustizia e mette in allarme la comunità calabrese. Il pentito in questione ha confessato che esponenti dei casalesi, avrebbero depositato, circa 15-20 anni fa, grazie all’appoggio di un imprenditore cosentino, dei rifiuti tossici e delle scorie radioattive nella zona di Lattarico, in particolare nella frazione di Regina. Nel 2012, sempre secondo le rivelazioni del pentito, doveva ripetersi lo stesso tipo di operazione, con la realizzazione, inoltre, di capannoni agricoli e di impianti fotovoltaici sui terreni prescelti, al fine di mascherare  la presenza dei veleni radioattivi. Il tentativo, in quel caso, non andò a buon fine.

Anche il mondo politico, intanto, si interroga sulle dichiarazioni del pentito e il consigliere regionale di centrodestra,  Giuseppe Graziano, ha affermato, attraverso una nota, che «se le rivelazioni fatte da un collaboratore di giustizia, rispetto al presunto interramento di rifiuti tossici nel comune di Lattarico, risultassero veritiere, ci troveremmo di fronte all’ennesimo scempio ambientale perpetrato ai danni della nostra regione. Ecco perché – ha proseguito Graziano – è necessario pianificare nell’immediato tutte le opportune verifiche tecniche ed in caso di riscontri reali sulla presenza di sostanze nocive e dannose all’ambiente ed alla salute dell’uomo, procedere subito alla bonifica dei luoghi. Magari utilizzando i fondi comunitari previsti per la bonifica dei siti inquinati del Programma operativo regionale 2007-2013 e rimasti inutilizzati. Ben venga l’intervento del governo e del presidente della Commissione Bicamerale sul ciclo dei rifiuti, ma assolutamente non è sufficiente.  Bisogna agire con tempestività, essere concreti e mettere in atto tutte le azioni possibili per scongiurare ulteriori danni alla salute dei cittadini».

Pasqualino Bruno

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