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Ospedale Trebisacce, la “presa in giro” della riapertura. Cittadini invocano dimissioni sindaci Alto Jonio

Ospedale Trebisacce, la “presa in giro” della riapertura. Cittadini invocano dimissioni sindaci Alto Jonio
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Nell’Alto Jonio non è possibile istituire un “ospedale di zona disagiata” come prevede la legge per le zone periferiche e con una particolare conformazione geografica e demografica, perché a mezz’ora c’è l’ospedale di Policoro (MT), a un’ora c’è quello di Taranto e a due ore c’è il Policlinico di Bari. Queste le ultime e inquietanti argomentazioni pronunciate ieri dal commissario Scura in faccia al sindaco di Trebisacce Franco Mundo recatosi a Catanzaro per l’ennesimo incontro con la struttura commissariale per perorare la causa della riapertura del “Chidichimo”.

Una riapertura, seppure parziale e inserita nella rete degli ospedali-spoke esistenti, per la quale lo stesso Scura si era impegnato nel corso della sua visita in loco anche perché sollecitata da una sentenza del Consiglio di Stato. Si tratta, a ben vedere, di veri e propri dietrofront che testimoniano il fatto che il responsabile della salute dei calabresi non conosce la geografia, sia perché le distanze non sono quelle, ma soprattutto perché trascura il fatto che la sanità è organizzata su base regionale, che Policoro si trova in Lucania e Taranto e Bari in Puglia e che, spingendo i calabresi dell’Alto Jonio fuori regione per curarsi non fa altro che fagocitare un ulteriore aumento della migrazione sanitaria e della conseguente emorragia di risorse verso queste regioni.

Niente, il successore di Scopelliti scelto dal ministro Lorenzin, di professione ingegnere e di mestiere sindaco di un piccolo comune dell’Abruzzo, in continuità con il suo predecessore, in spregio alle prescrizioni dei giudici e alle sollecitazioni dello stesso governatore della Calabria, nega anche l’evidenza rimanendo arroccato sulle sue posizioni e, sulla base di argomentazioni considerate insensate, continua a negare alle popolazioni dell’Alto Jonio il diritto sacrosanto ad una sanità dignitosa che garantisca i livelli minimi di assistenza e, soprattutto, il diritto all’assistenza in condizioni di emergenza-urgenza.

«Noi, consapevoli delle condizioni sfavorevoli della spesa sanitaria, – gli ha risposto stizzito il sindaco Mundo consegnandogli la proposta nata sul territorio con l’ausilio degli esperti e dei medici – non chiediamo la riapertura dell’ospedale come era una volta, ma pretendiamo che lei applichi la legge e garantisca alle nostre popolazioni un diritto sacrosanto che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini». Senza scomporsi più di tanto Scura ha preso in consegna la proposta, si è impegnato a leggerla ed a valutarla ma l’impressione ricavata dal primo cittadino è di trovarsi di fronte a un autentico muro di gomma per cui ieri stesso ha chiesto ed ottenuto udienza al presidente della Regione Oliverio. Ma non c’è da farsi troppe illusioni anche perché pare che i due siano da un pezzo ai ferri corti per cui si fa sempre più indispensabile quello che invocano da tempo e da più parti i cittadini: le dimissioni in blocco, per protesta, di tutti i 17 sindaci del comprensorio.

Pino La Rocca

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One Response to Ospedale Trebisacce, la “presa in giro” della riapertura. Cittadini invocano dimissioni sindaci Alto Jonio

  1. GIUSEPPE PAGANO 2015/08/26 at 13:45

    E’ sempre la stessa canzone.L’ospedale di Trebisacce non potrà più tornare come prima.E smettetela di aggrapparvi a forme e contenuti
    inutili:ospedale nuovo.ospedale unico e non ultimo ospedale di zona disagiata.La nostra regione ,oggi,è amministrata dal centro-sinistra.Quindi Sindaci,Amministratori ,ex consiglieri regionali di sinistra dell’Alto Ionio .Presidente della Regione Calabria basta.Fate,fate,fate,se ne siete capaci.

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