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Castrovillari. Dipendenti Comunità montana: «Noi uccisi da chi siede sulle poltrone»

Castrovillari. Dipendenti Comunità montana: «Noi uccisi da chi siede sulle poltrone»
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La disperazione. E’ questo che accomuna centinaia di dipendenti della Comunità Montana del Pollino che da mesi non percepiscono lo stipendio. Una situazione insostenibile, un «dramma», come lo definiscono gli stessi lavoratori attraverso una lettera, l’unico strumento, civile e non violento, a disposizione «per accendere i riflettori su questa vicenda», una richiesta d’aiuto «per non brancolare più nel buio», in cui denunciano le umiliazioni e la disperazione per la disattenzione della classe politico-istituzionale. E’ la disperazione di padri di famiglie monoreddito, che non possono mantenere i propri figli, di una madre vedova che, da oltre undici mesi senza stipendio, vede come unica via d’uscita quella di «farla finita». E poi c’è l’altra parte della medaglia. Ci sono «imprenditori in giacca e cravatta, seduti su comode poltrone». Sono coloro che si nascondono dietro la burocrazia: “motivi tecnico-amministrativi ci impediscono di erogare le somme, pur dovute, alle Comunità Montane”, che «rimangono impuniti, perché, ledere i diritti, mortificare le persone, umiliarle nel loro privato, non costituisce reato e, ancor di più, non costituisce senso di vergogna per una “casta” che non si è mai trovata nell’impossibilità di pagare una rata di mutuo o il canone d’affitto». Quella delle Comunità Montane è una situazione paradossale. Nate nel 1971 con Legge Nazionale, con funzioni di salvaguardia e sviluppo della montagna, dal 2008, anno in cui la competenza in materia di Comunità Montane è stata trasferita dal governo centrale ai governi regionali, per gli Enti calabresi è partito il declino.

Trattandosi di Enti a finanza derivata, dato che i trasferimenti di somme da parte della Regione Calabria, nel corso degli anni, si sono man mano assottigliati fino a scomparire, anche le attività si sono gradualmente ridotte fino ad arrivare allo zero. Successivamente, dal maggio 2013, le Comunità Montane sono state soppresse e accorpate con l’A.F.O.R. (Azienda Forestale Regionale) per costituire la nuova Azienda Regionale “Calabria Verde”, con avvio dal prossimo 1 gennaio. Le Comunità Montane sono in liquidazione e vantano svariate migliaia di euro dalla Regione, i cui governanti rimangono sordi al cospetto delle proteste dei lavoratori che non percepiscono gli stipendi. Proteste dettata da disperazione e voglia di riscatto, perché la dignità è più forte della crisi.

Federica Grisolia

 

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