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Castrovillari, a colloquio con “Il Giudice Meschino”

Castrovillari, a colloquio con “Il Giudice Meschino”
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Un dibattito appassionante e attuale. Attuale come le tematiche trattate. Quelle di una Calabria macchiata dalla ‘ndrangheta e da problematiche come smaltimento illecito di rifiuti e gioco d’azzardo. E’ stato presentato sabato 18 gennaio, al Teatro Sybaris del Protoconvento Francescano, il libro di Mimmo Gangemi (nella foto), ingegnere e scrittore nato a Santa Cristina d’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, “Il Giudice Meschino”, edito da Einaudi e pubblicato nel 2009. L’evento, organizzato dal Liceo Classico “G. Garibaldi” e dall’Istituto d’Arte “A. Alfano”, in collaborazione con l’Accademia Pollineana e patrocinato dal Comune di Castrovillari, ha visto la partecipazione di studenti, docenti e appassionati ad ascoltare, tramite la voce del suo autore e di Filomena Bloise che ha letto alcuni passi tratti dal libro, la storia di una terra bellissima e difficile, tutta da scoprire, la Calabria, dove troppo spesso il malaffare trova alleati negli uomini dello Stato. Dove la ‘ndrangheta è padrona e a cui «i suoi abitanti, anzi un’intera generazione – come ha spiegato lo stesso Gangemi durante l’incontro al Sybaris – era abituata proprio a causa della totale assenza dello Stato». Nel “Giudice Meschino” l’indolente magistrato Lenzi si risveglia e riscopre il senso etico quando il più caro amico, Maremmi, collega integerrimo, viene ucciso, poiché indagava su un traffico di rifiuti radioattivi.

All’incontro, moderato da Angela Lo Passo, docente del Liceo Classico “Garibaldi” e Pasquale Pandolfi, vice presidente dell’ “Accademia Pollineana”, sono intervenuti il sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, Leonardo Viafora, dirigente scolastico dei due Istituti, Lucio Rende, consigliere comunale delegato alla Cultura e Domenico Marino, giornalista della “Gazzetta del Sud” il quale si è soffermato sul ruolo di una Calabria afflitta da varie problematiche, le stesse affrontate nel libro, ma che, purtroppo, «non fa notizia». E lo stesso Gangemi vive il mondo del giornalismo e della comunicazione in prima persona, poiché collabora, tra gli altri, con il quotidiano “La Stampa”. Ma «non bisogna essere eroi per combattere la ‘ndrangheta – come ha precisato l’autore – facendo leva sul concetto di normalità». Durante la manifestazione gli studenti hanno presentato un percorso didattico sulla legalità, intitolato “La malavita organizzata raccontata dalla filmografia e dalla musica”, illustrando film – simbolo tra cui “Romanzo Criminale” di Michele Placido, tratto dall’omonimo romanzo del giudice Giancarlo De Cataldo, la cui vicenda è ispirata alla storia della banda della Magliana e “Io non ho paura”, diretto da Gabriele Salvatores. Sempre gli studenti sono stati protagonisti della parte conclusiva dell’incontro rivolgendo delle domande all’autore Mimmo Gangemi. Curiosità di ragazzi che hanno ascoltato con interesse l’argomento trattato.

Il “Giudice Meschino” diventerà un film. Lo scorso fine luglio sono state ultimate le riprese girate in più di quaranta location diverse tra Reggio Calabria e la zona dell’Aspromonte. Alcune scene, inoltre, in Germania. Il film, del regista Carlo Carlei, prodotto per conto di Rai Fiction e con il contributo della fondazione Calabria Film Commission, sarà trasmesso in due puntate, probabilmente a febbraio e vedrà Luca Zingaretti vestire i panni del protagonista, il giudice Alberto Lenzi. «Ho letto il romanzo e sono rimasto colpito: la storia è bellissima, radicata al territorio, reale. Per la prima volta, parlando di un tema scottante come i rifiuti tossici, non si dà solo la colpa ai “cattivi”, alla malavita organizzata, ma si parla di collusione con i poteri dello Stato. È una fiction coraggiosa». Queste le parole di Zingaretti che smetterà le vesti del commissario Montalbano per intraprendere questa nuova avventura da protagonista.

Federica Grisolia

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