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Ospedale Trebisacce, Pd Alto Jonio chiede a Renzi la rimozione di Scura

Ospedale Trebisacce, Pd Alto Jonio chiede a Renzi la rimozione di Scura
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Tempi duri per il commissario alla sanità calabrese, Massimo Scura, al quale sembra essere sfuggito di mano e di senno il controllo del proprio ruolo anche e sopratutto in virtù delle sue ultime, ormai arcinote, esternazioni sul futuro dell’ex ospedale di Trebisacce. Anche a Roma, seppur con il consueto notevole ritardo, pare si stiano rendendo conto che la “longa manus” spedità giù in Calabria per raddrizzare la Sanità stia facendo più il politico e non il tecnico. L’interrogazione parlamentare di ieri (mercoledì) sulla questione ha continuato sì a fare luce sulla vicenda, ma non ha portato ancora alle risposte concrete che i cittadini si attendono. Intanto i circoli del Partito Democratico dell’Alto Jonio hanno scritto una lettera a Renzi, a Guerini e alla Serracchiani, in qualità di segretario e vice segretari Pd; a Magorno, segretario regionale e Guglielmelli, segretario provinciale, chiedendo al Partito Democratico di attivarsi affinché il Ministero della Salute possa rimuovere quanto prima Scura dall’incarico, perché, secondo il Pd dell’Alto Jonio, inadeguato a ricoprire questo incarico.

Il segretari del circolo Pd di Trebisacce (Pierfrancesco De Marco), Oriolo (Simona Colotta), Amendolara (Pompea Paladino), San Lorenzo Bellizzi (Nicoletta Pittelli), Cerchiara (Livio Chidichimo), Villapiana (Domenico De Santis), Roseto (Nicola Converti), Francavilla (Francesco Rende), Rocca Imperiale (Giuseppe Cascardi) e Montegiordano, elencano nella loro missiva tutti i disagi che la popolazione dell’Alto Jonio sta subendo all’indomani della chiusura del “Chidichimo”, rimarcando il comportamento ambiguo del commissario Scura il quale prima, il 2 giugno scorso, considerava “un errore” ciò che era stato deciso sul nosocomio trebisaccese per poi cambiare improvvisamente idea, invitando gli abitanti di questo territorio a curarsi in Puglia o Basilicata perché in numero troppo esiguo (“quattro gatti”) per pretendere un ospedale, o quanto meno un struttura sanitaria adatta per le emergenze-urgenze, non rispettando così la recente sentenza del Consiglio di Stato che boccia il decreto del 2010 che ha chiuso l’ospedale.

Il Partito Democratico, nei suoi circoli dell’Alto Jonio, ritiene «gravissimo e inaccettabile che un organo dello Stato dichiari deliberatamente di non volersi uniformare alla sentenza definitiva del massimo organo della Giustizia Amministrativa, ponendosi così al di sopra della legge. Che un organo dello Stato inviti i cittadini di una parte della Calabria, che votano e pagano le tasse in Calabria, ad andarsi a curare in altre regioni definendoli in modo offensivo ed irrispettoso “quattro gatti”. Che il Commissario alla Sanità nominato per risolvere le criticità e le lacune nell’assistenza sanitaria della regione Calabria ritenga giusto ed opportuno privare 55.000 persone del diritto alla salute e dei livelli essenziali di assistenza, sanciti anche da una sentenza del supremo organo di Giustizia Amministrativa, non rispondendo alle osservazioni ed ai rilievi formulati alle erronee valutazioni numeriche e geografiche contenute nella sua relazione». I circoli si riservano, e lo scrivono anche, di adottare opportune azioni qualora il Partito Democratico (lo stesso che ha mandato Scura in Calabria) risultasse sordo a questa richiesta.

Vincenzo La Camera

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