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Alto Jonio, sindaci minacciati ricevuti dal viceministro Bubbico

Alto Jonio, sindaci minacciati ricevuti dal viceministro Bubbico
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Solidarietà del Governo ai sindaci calabresi che, nell’espletamento del loro mandato istituzionale, hanno subito attentati, minacce, ritorsioni e intimidazioni. Nel pomeriggio di ieri una ventina di sindaci calabresi, uomini e donne, sono stati infatti convocati a Roma e, con tanto di fascia tricolore, sono stati ricevuti dal vice-ministro dell’Interno Sen. Filippo Bubbico da cui hanno ricevuto parole di solidarietà e di incoraggiamento a proseguire nell’affermazione della cultura della legalità attraverso la pratica della buona politica. Tra questi non potevano mancare i sindaci dell’Alto Jonio che nel recente passato sono stati oggetto di particolari “attenzioni”: il sindaco di Cassano Jonio Gianni Papasso che nel giro di pochi anni del suo mandato è già stato attenzionato più di una volta. Il sindaco di Trebisacce Franco Mundo che è stato minacciato di morte da una banda locale emergente, per fortuna scoperta e neutralizzata, che nello stesso frangente ha minacciato di far saltare in aria la Caserma dei Carabinieri. Il sindaco di Villapiana Paolo Montalti a cui qualche mese addietro è stata bruciata l’auto sotto casa con il pericolo che le fiamme si propagassero alla pineta e alle abitazioni adiacenti e infine il sindaco di Albidona Salvatore Aurelio a cui i malviventi nella notte dello scorso Ferragosto hanno incendiato il portone di casa mettendo a rischio la sua incolumità e quella della sua famiglia. Per fortuna non si tratta di episodi malavitosi collegati alle mafie che nell’Alto Jonio finora non hanno attecchito, ma sono purtroppo segnali inquietanti che non si possono sottovalutare e su cui occorre riflettere a fondo se si vuole scongiurare il rischio che anche da queste parti si attesti il pregiudizio che attraverso l’uso della forza e della sopraffazione si possa andare oltre la legge, come avviene in altre parti più “calde” della Calabria. Una regione che, stando alle tante statistiche negative in cui primeggia, vanta anche questo primato: su 270 casi registrati in Italia lo scorso anno (1 ogni 34 ore), ben 85 (il 31%) si sono verificati in Calabria, terra dove si continuano a sciogliere comuni per infiltrazione mafiosa e dove tantissimi amministratori sono “sotto tiro”.

Pino La Rocca

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