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Castrovillari, con le “Giornate di Primavera” rivive il centro storico

Castrovillari, con le “Giornate di Primavera” rivive il centro storico
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Passeggiando lungo la storia con gli studenti “ciceroni”

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Promuovere la cultura attraverso luoghi e paesaggi si può. E quando a farlo sono i più giovani, che per due giorni diventano Ciceroni dei territori in cui vivono quotidianamente, allora tutto assume un significato diverso. Avviene durante le Giornate FAI di Primavera, un appuntamento nazionale che quest’anno è giunto alla 22esima edizione. Anche a Castrovillari è stato possibile ammirare beni culturali di grande pregio. In particolare, a cura della delegazione FAI del Pollino (composta da Donatella Laudadio, capo delegazione, Mimmo Sancineto, Franco Caruso, Gianluigi Trombetti e Roberto Fittipaldi), i visitatori che hanno accolto l’invito del FAI, sono stati guidati dagli apprendisti “ciceroni” del Liceo Classico “G.Garibaldi”, dell’IPSIA “L. Da Vinci”, dell’IPSAR “Karol Wojtyla” dell’ISA “A. Alfano”, alla scoperta dell’antico abitato di Castrovillari, “la Civita” e di un bene culturale e religioso a rischio qual è il Santuario della Madonna del Castello, afflitto da una frana che ha colpito il colle su cui sorge l’antico tempio.

«Il colle dedicato alla Vergine del Castello – come si apprende da numerosi studi, tra cui le ricerche dello storico Gianluigi Trombetti – fu sede di culto sin dai tempi antichi, come è testimoniato dal rinvenimento di una stipe votiva contenente statuette di terracotta raffiguranti una divinità femminile, risalenti al V-VI secolo a.C. Il tempio cristiano trova le sue origini in un evento miracoloso avvenuto, secondo la tradizione, intorno al 1090, quando il duca Ruggero Borsa decise di munire la piazzaforte di Castrovillari di un poderoso castello. Le mura costruite durante il giorno crollavano misteriosamente nella notte; scavando fondazioni più profonde si trovò un tufo su cui era raffigurata la Madonna col Bambino, per cui si decise di convertire la costruzione del castello, in quella di una chiesa». Una storia ricca e suggestiva come il paesaggio che fa da sfondo al Santuario e all’antico centro abitato, denominato la Civita. Un insieme di stradine, palazzi, chiese e case che profumano di tradizione. «Dopo aver attraversato il Ponte della Catena, che chiudeva a Nord la cinta muraria della Castrovillari antica, piegando a destra ci si inoltra nella via Giudecca, strada abitata fino al 1540 dai castrovillaresi di religione ebraica, espulsi dal Regno meridionale in seguito all’editto emanato da Carlo V. I grandi palazzi, oggi in parte abbandonati, passarono negli anni successivi alla ricca borghesia che li abitò fino alla metà dell’Ottocento. Proseguendo nel percorso si giunge fino alla piazzetta della Basilica di San Giuliano con il suo portale risalente al 1568», come descritto da Francesco Caruso.

E poi il paesaggio naturalistico, di straordinaria bellezza. «Dal Colle del Santuario, infatti, si può ammirare un panorama eccezionale, su tutte le montagne e le pianure limitrofe. Il Pollino, il Dolcedorme, il fiume Coscile che sfocia nella pianura di Cammarata per poi gettarsi nel Crati e, sullo sfondo, i monti della Sila cosentina». E a condurre tra questi pezzi di storia, luoghi suggestivi e da conoscere, sono stati gli apprendisti “ciceroni”, studenti che, grazie alla collaborazione delle delegazioni FAI (Fondo Ambiente Italiano) territoriali, hanno avuto l’occasione di studiare un bene d’arte o natura del loro territorio e di illustrarlo ai visitatori. Sul sagrato del santuario della Madonna del Castello, poi, il gruppo folklorico “Città di Castrovillari” ha allietato la visita con canti e balli della tradizione popolare.

Federica Grisolia

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