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La “preside coraggio”. Da San Luca a Castrovillari lungo la strada della legalità

La “preside coraggio”. Da San Luca a Castrovillari lungo la strada della legalità
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Una preside che è presto diventata “la preside coraggio” perché ha trasformato una scuola “ridotta ad un canile” in un luogo vivo e curato, esempio per tutto il paese, con il contributo e la collaborazione delle istituzioni. Accade a San Luca, nella Locride, terra difficile, tristemente nota per i fatti di ‘ndrangheta. Lei è Mimma Cacciatore, originaria di Vibo Valentia, che dal settembre del 2011, ogni mattina, prende la macchina per recarsi in quella scuola, l’Istituto “Corrado Alvaro” che comprende asilo, scuole elementari e medie. Più di 200 km, ogni giorno, per vedere “gli occhi innocenti dei suoi ragazzi”, quegli occhi che l’hanno fatta innamorare di quella scuola in cui all’inizio nemmeno voleva andare, e da cui ripartire per ridare speranza. Ripartire con tanto coraggio “per non arrendersi davanti alle enormi montagne di difficoltà” che ha dovuto superare. Una strada dissestata, ricca di imprevisti e difficoltà, nella quale ha incontrato madri prima complici dell’abbandono scolastico ed oggi sue alleate per il bene dei loro figli e della comunità, insegnanti che hanno saputo fare squadra, persone appassionate che “compiono il loro lavoro” giorno dopo giorno per affermare che “la scuola è umanizzazione della persona attraverso coscienza e bellezza che possono lavorare per il bene”. Quel coraggio che l’ha portata a contrastare il fenomeno del bullismo: “libri che venivano buttati dalle finestre, alunni che picchiavano gli insegnanti”, a trasformare la sua scuola in presidio di legalità. Quel coraggio che l’ha portata, nello scorso dicembre 2013, al riconoscimento civile “Fausta Deshormes La Valle”, che viene conferito dal circolo di Roma di Libertà e Giustizia a chi si è distinto per la valorizzazione dei principi della Costituzione. Ma soprattutto, quella forza che l’ha portata ad incontrare Papa Francesco che, nel mese di febbraio 2014, durante l’Angelus, ha salutato, per la loro presenza in Piazza San Pietro a Roma, la scuola di San Luca e, successivamente, ha ricevuto una loro rappresentanza composta da 12 alunni e 4 docenti guidati dalla dirigente scolastica.

“Adottiamo la scuola di San Luca” è, invece, l’ultima sfida lanciata dalla preside: il progetto ha lo scopo di dotare la scuola di attrezzature e strumenti per l’apertura di laboratori che possano arricchire il percorso formativo ed educativo dei ragazzi: “Non sarà accettato denaro – ha precisato la Cacciatore – neanche un centesimo”.

E un messaggio di speranza, di “non arrendersi davanti alle difficoltà” è arrivato lo scorso 4 dicembre all’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Pitagora-Calvosa” di Castrovillari, dove si è tenuto un convegno dal tema “La scuola presidio di legalità e recupero in Calabria terra di ‘ndrangheta” a cui ha partecipato la preside coraggio. «La mafia non va in giro solo con la pistola ed il fucile ma è il degrado che si porta dietro», ha detto la Cacciatore agli studenti (nella foto). «Ho girato in ogni luogo con le foto della scuola degradata nella borsa», fino a quando non ha trovato donne e uomini delle istituzioni capaci di ascoltarla e di aiutarla ad invertire la rotta di quell’Istituto che le era stato affidato “sgarrupato” ed oggi «ha aule colorate e opere d’arte alle pareti dipinte sui pezzi di banco che prima erano in uso nella scuola del paese». La preside coraggio ha raccontato la sua storia, in una scuola, agli studenti. Perché la legalità parte dalle piccole cose, dai giovani, dal rispetto delle regole. Per chi non si rassegna, i problemi diventano sfide.

Federica Grisolia

 

 

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