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Rossano, continua protesta operai su ciminiera centrale Enel. Rischiano licenziamento

Rossano, continua protesta operai su ciminiera centrale Enel. Rischiano licenziamento
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Prosegue, ad oltranza, la protesta dei sei operai, dipendenti delle imprese di manutenzione della centrale termoelettrica Enel di Rossano, che, nella mattinata di mercoledì 7 ottobre, sono saliti, a circa 160 metri da terra, su uno degli anelli più alti della ciminiera (nella foto). I sei operai stanno protestando contro il licenziamento che scatterà il prossimo 31 dicembre e per difendere il loro posto di lavoro. L’Enel, infatti, ha deciso di annullare le convenzioni stipulate, da diversi anni, con le imprese esterne che garantiscono la manutenzione all’interno della centrale di Contrada Sant’Irene. Sono 50 i posti di lavoro a rischio, anche per coloro i quali sono vicino alla pensione e con famiglia a carico. Gli operai che sono sulla ciminiera non intendono scendere se non arriveranno risposte certe dall’azienda. Intanto il segretario zonale della Cgil, Giuseppe Guido, ha fatto richiesta di un tavolo istituzionale per discutere, a tutti i livelli, del futuro occupazionale degli operai. Sul posto sono presenti, tra l’altro, gli agenti della Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco ed i volontari della Croce Rossa Italiana.

La protesta, secondo quanto fanno sapere i lavoratori, continuerà ad oltranza fino alla soluzione positiva della vicenda. Questi, inoltre, hanno deciso di iniziare, da qui a poco, lo sciopero della fame qualora non dovessero arrivare, nelle prossime ore, notizie confortanti dai vertici Enel. Loro, in sostanza, chiedono, a gran voce, di non essere licenziati in modo tale da continuare a garantire il sussidio mensile a sostegno delle proprie famiglie. I 50 lavoratori addetti alla manutenzione della centrale termoelettrica di Rossano, attraverso gli organi di stampa, lanciano un accorato appello alle Istituzioni, locali e regionali, affinché possano farsi carico della vicenda per evitare che, il prossimo 31 dicembre, arrivi a casa la lettera di licenziamento. Cresce, intanto, la preoccupazione nei familiari degli operai che rischiano, da qui a due mesi, di perdere il posto di lavoro. Lunedì prossimo, intanto, il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha convocato un incontro tra l’Enel ed i rappresentanti sindacali, a Catanzaro, al fine di trovare una soluzione ad una vicenda che rischia di lasciare in mezzo ad una strada, dal 1° gennaio 2016, 50 operai. Ai lavoratori, in questi giorni, è arrivata, inoltre, la solidarietà da parte del sindaco Antoniotti e del Vescovo Satriano. Tutti, infine, si augurano che la vicenda possa risolversi positivamente. 

vescovo enel rossanoIntanto anche l’Arcivescovo della diocesi di Rossano-Cariati, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ha raggiunto, nella mattinata di venerdì 9 ottobre, la centrale Enel di Rossano (nella foto) per manifestare la sua piena solidarietà agli operai che rischiano il posto di lavoro. L’Arcivescovo, preoccupato per l’incolumità di quei lavoratori saliti sulla ciminiera per protesta, ha voluto ascoltare le parti e tentare una mediazione. “La situazione di protesta  che vede a Rossano alcuni lavoratori saliti su una delle ciminiere della centrale Enel – ha dichiarato il Vescovo Satriano – è l’ultimo atto disperato di chi, in condizioni di precarietà, vede sfumare la possibilità di un lavoro certo ed unica fonte di reddito per il sostentamento dei propri cari.

Dinanzi all’accorato appello di questi fratelli nessuno può rimanere indifferente e tutti siamo chiamati a collaborare perché tale vicenda trovi non solo ascolto ma che venga accolta come sfida prioritaria dall’Enel S.p.a., dalla politica locale e regionale, oltre dalle istituzioni dello Stato, affinché abbiano uno sguardo sempre più attento su questo nostro territorio martoriato da tanti problemi in modo tale da garantire un futuro migliore alla nostra gente. Sono vicino  agli operai  e alle loro famiglie in questo momento difficile della loro vita e mi auguro che la vicenda, da qui a poco, possa concludersi positivamente.”  La vicinanza del Vescovo è stata apprezzata dai tanti lavoratori addetti alla manutenzione presso la centrale termoelettrica di Rossano che, da 1° gennaio 2016, rischiano di rimanere senza lavoro. Il loro contratto, infatti, scade il prossimo 31 dicembre. Prosegue, intanto, la protesta degli operai in attesa di ottenere risposte positive da parte dei vertici Enel per quanto riguarda il loro futuro.

Antonio Le Fosse

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