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Cassano, arrestati i presunti killer del piccolo Cocò

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Arrestati dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza, nelle prime ore dell’alba di oggi (lunedì 12 ottobre), i due presunti autori dell’omicidio (ci cui ancora non sono stati forniti i nomi) del piccolo Coco Campolongo. Il bambino di solo tre anni ucciso barbaramente e bruciato in auto nel comune di Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza, il 16 gennaio 2014. Con lui, come si ricorderà, morirono anche il nonno, Giuseppe Iannicelli (52 enne), e la compagna, Ibtissam Touss (27enne). È proprio la figura di Iannicelli che fa sospettare i carabinieri che il triplice omicidio sia maturato negli ambienti della criminalità organizzata operante nel comune di Cassano e nell’intera Sibaritide.

Secondo gli investigatori, infatti, le tre vittime sono state prima uccise e poi bruciate all’interno dell’auto di Iannicelli, vicino alla malavita locale e coinvolto in alcune inchieste sul traffico di cocaina. Gli arrestati sono accusati di triplice omicidio. Una vicenda triste che aveva commosso il Paese e Papa Francesco per l’uccisione, soprattutto, del piccolo Coco. Il Pontefice, oltre ad aver ricordato Coco nel corso dell’Angelus, decise, di comune accordo con il Vescovo della diocesi cassanese, S.E. Mons. Nunzio Galantino (Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana), di scendere nella città delle terme per chiedere scusa e per manifestare la sua piena solidarietà alla popolazione di Cassano allo Jonio. In quella storica visita, avvenuta il 21 giugno 2014, Papa Francesco, nel corso dell’omelia dinanzi a migliaia di fedeli, lanciò un monito contro la n’drangheta e chiedendo giustizia per il piccolo Coco.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa presieduta dal procuratore nazionale antimafia, che si terra’, alle ore 11.00 odierne,  presso la sede del comando provinciale carabinieri di Cosenza.

Antonio Le Fosse

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