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Calopezzati, una stele per rafforzare gemellaggio con Sundern

Calopezzati, una stele per rafforzare gemellaggio con Sundern
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Una stele per consolidare il gemellaggio tra Calopezzati e Sundern. Dura da ben otto anni, infatti, il rapporto di collaborazione tra la cittadina jonica e il centro urbano tedesco. Pochi giorni fa una, una rappresentanza tedesca è stata ospitata a Calopezzati e il particolare evento è stata anche l’occasione per inaugurare la stele, una struttura in foto beton, offerta da Norbert Uxol, un artigiano tedesco.  La struttura, raffigurante l’emblema della città di Sunder, è stata collocata davanti al Palazzo di città. Il sindaco di Calopezzati, Franco  Cesare  Mangone ha  sottolineato  che  il  legame con la città teutonica,  ormai  consolidato  dal  2006,  «sta producendo notevoli sviluppi positivi e ha già contribuito a generare opportunità di scambi di carattere culturale, economico, sportivo e artistico. Ha permesso, inoltre, di sancire il senso di identità europea costruito dalla gente comune, promuovendo i valori universali di amicizia  e  cooperazione». Al  sindaco  Mangone  non  sono  mancate  parole  di ringraziamento nei confronti dei due ex sindaci di Calopezzati e Sundern, rispettivamente Gennaro Bianco e Friedhelm Wolf (presenti all’iniziativa),  che all’epoca sottoscrissero il gemellaggio.

Il sindaco di Sundern, Detlef Lins, che fra qualche giorno finirà il suo mandato, ha detto testualmente che per il rispetto che nutre per la Patria Italia e per  la  cittadina gemellata Calopezzati,  parla spesso in  italiano.  Ha riferito, inoltre, che la stessa stele è collocata al centro della città di Sundern come segno di unione con Calopezzati.  Lins  è  convinto  che  questo  gemellaggio  andrà  avanti  anche  con  il  nuovo sindaco di Sundern, il quale vivrà positivamente questo rapporto con la cittadina calabrese .La stele è stata benedetta dal parroco di Calopezzati,  don Nicola Alessio e dal sacerdote della parrocchia di St Johnannes di Sundern, il Pfarrer Michael Schmitt.

Pasqualino Bruno

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