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Trebisacce. Dopo i recenti fatti di cronaca, quale futuro per le vecchie pescherie?

Trebisacce. Dopo i recenti fatti di cronaca, quale futuro per le vecchie pescherie?
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Al bivio il destino delle vecchie pescherie di Trebisacce dopo i fatti di cronaca dei giorni scorsi? In realtà è presto per pronosticare l’abbattimento delle vecchie strutture che insistono da anni nell’area antistante il molo che un tempo venivano utilizzate per la vendita del pesce. Oggi le cosiddette pescherie ospitano solo le celle frigorifero per la conservazione del pescato, ma dimostrano ampiamente il peso degli anni e una cattiva manutenzione tanto che la loro presenza, seppure sostenuta da molti cittadini perché rappresentano il simbolo della tradizione marinara di Trebisacce, è diventata piano piano ingombrante e poco consona alla realtà circostante ormai tutta urbanizzata e oggi in via di una completa riqualificazione urbanistica.

Gli ultimi episodi di cronaca verificatisi nei giorni scorsi, il crollo del tetto di una pescheria che ha provocato la morte di un operaio e l’irruzione dei Carabinieri del Nas che hanno sequestrato del pesce mal conservato e messo i sigilli a tre delle pescherie per mancanza di igiene, hanno fatto il resto, per cui si è fatta strada la necessità di una loro sostanziale riqualificazione o dell’abbattimento completo o parziale. Il problema però è che tra i fondi destinati ai lavori che si stanno eseguendo (500mila euro) non sono previsti interventi a favore delle pescherie, che dovrebbero essere  a carico dei commercianti ittici. Per trovare una soluzione e tentare una mediazione, il sindaco Franco Mundo ha convocato i proprietari delle pescherie i quali, a seguito delle parole rassicuranti del sindaco e dei provvedimenti adottati dalle autorità marittime e dalle Forze dell’Ordine, si sarebbero convinti alla demolizione, seppure parziale, delle strutture a condizione però che la demolizione avvenga a spese del comune e il ripristino a loro carico.

Il problema però è costituito dal fatto che il comune, oberato di debiti, non dispone dei fondi per l’abbattimento e la rimozione del materiale di risulta (circa 50mila euro) per cui il destino delle pescherie al momento è rimasto in sospeso. Continua invece inarrestabile il dibattito tra chi vorrebbe salvaguardarle per il rispetto della memoria storica del paese e chi invece ritiene che le pescherie debbano continuare a sopravvivere, ma essere spostate altrove e cedere il passo alla modernità e, una volta completati i lavori, al decoro complessivo dell’area antistante il molo.

Pino La Rocca

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