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Ospedale Trebisacce, accolto “Giudizio di ottemperanza”. Ma la politica non applica sentenza riapertura

Ospedale Trebisacce, accolto “Giudizio di ottemperanza”. Ma la politica non applica sentenza riapertura
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Torna all’attenzione del Consiglio di Stato la questione della chiusura dell’ospedale di Trebisacce che giovedì mattina ha registrato un nuovo capitolo giudiziario nella speranza che i giudici possano porvi rimedio riportando la politica sulla buona strada e restituendo alle popolazioni dell’Alto Jonio il mal tolto. Accogliendo la richiesta del “giudizio di ottemperanza” formulata dall’avvocato Giuseppe Mormandi in qualità di legale incaricato dal Comune, il Consiglio di Stato ha infatti fissato l’udienza e  ha ri-ascoltato il patrocinatore del ricorso accolto favorevolmente dai giudici togati di palazzo Spada, a Roma (nella foto), che nella circostanza è stato accompagnato nella Capitale dal sindaco Franco Mundo, dal presidente del consiglio comunale Saverio La Regina e dal segretario della locale sezione del PSI Rocco Soldato.

A presiedere l’assise era lo stesso giudice togato Gianpiero Paolo Cirillo che presiedeva la Corte che ha emesso la sentenza favorevole alla riapertura dell’ospedale, il quale ha quindi dimostrato di conoscere molto bene la travagliata storia del “Chidichimo” tanto che, all’esito della domanda rivolta al legale se la Regione avesse ottemperato al disposto del Consiglio di Stato, si è meravigliato non poco che la politica, a distanza di oltre quattro mesi, non abbia dato seguito alla sentenza. Raggiunto telefonicamente l’avvocato Mormandi, proprio a ragione della sorpresa e della conoscenza approfondita della materia da parte del presidente Cirillo, si è detto fiducioso sull’esito positivo della richiesta, chiarendo che gli stessi giudici togati, trascorso infruttuosamente il previsto lasso di tempo, nomineranno un commissario ad acta, figura, questa, creata dalla giurisprudenza amministrativa con il compito di rendere esecutiva la sentenza passata in giudicato sostituendosi alla politica sanitaria con il potere anche di emettere decreti ed atti formali.

Fermo restando, ha aggiunto l’avvocato Mormandi, che contro il giudizio di ottemperanza non è ammesso appello. Anche il primo cittadino Franco Mundo, che insieme al suo esecutivo non sta trascurando nulla per la riapertura del “Chidichimo” affiancando al percorso giudiziario quello della interlocuzione istituzionale, si è dichiarato fiducioso che il “Chidichimo” possa essere riaperto sotto forma di “ospedale di zona disagiata”, come è già avvenuto per l’ospedale di Acquapendente in provincia di Viterbo, nel Lazio.

Pino La Rocca

 

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