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Trebisacce, alienazione immobili comunali come «Totò che cerca di vendere Fontana di Trevi»

Trebisacce, alienazione immobili comunali come «Totò che cerca di vendere Fontana di Trevi»
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Il TAR della Calabria ha sospeso la procedura di vendita di un terreno comunale censito dagli amministratori in carica tra i beni da alienare per fare cassa e puntellare un bilancio appesantito da una enorme massa debitoria di cui gli inquilini del palazzo stanno cercando di liberarsi. Peccato però che le procedure adottate, forse nella concitazione del momento, non sempre sono quelle corrette. Lo rileva Paolo Accoti esponente di “Trebisacce Futuro” che, in riferimento a questo caso di vendita “al miglior offerente dei gioielli di famiglia”, accusa gli amministratori di “approssimazione e/o di grossolani errori”.

«Sta di fatto che, ad oggi, – scrive Accoti – nonostante il decorso di due anni, nessun immobile é stato venduto e niente è entrato nelle casse comunali per alleviarne la cronica sofferenza». Anche la tentata vendita del terreno di località 104, secondo Accoti frettolosamente venduto per 190mila euro, sarebbe stata sospesa cautelativamente dal Tar perché ritenuta illegittima in quanto il Testo Unico degli enti locali prevede che l’iter debba avere evidenza pubblica, passare cioè attraverso una procedura concorsuale ed essere quindi una vera e propria asta pubblica.

«Il Comune di Trebisacce – ha aggiunto  Paolo Accoti – ha invece ideato una pseudo procedura che definiremmo “casereccia”… e, senza tener conto delle proteste di un altro soggetto interessato all’acquisto, ha deciso di vendere il bene pubblico ad altra persona senza alcuna procedura concorsuale. Ma la cosa davvero curiosa – ha commentato l’ex candidato di Trebisacce Futuro – è che, parte del terreno venduto era in concessione ad altri soggetti, che nulla sapevano della vendita del terreno dagli stessi coltivato». Ironizzando in proposito, Accoti ha richiamato la scena del film nella quale Totò tentava di vendere a un turista tedesco la Fontana di Trevi (nella foto), concludendo: «Per il momento, neppure un centesimo entrerà nelle casse comunali… almeno fino alla definizione del giudizio di merito, quindi, presumibilmente, dovremmo attendere qualche anno, con buona pace del pre-dissesto del Comune di Trebisacce».

Pino La Rocca

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