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Nasce laboratorio sui problemi dell’Alto Jonio. In primo piano il nuovo tratto della Ss 106

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Un tratto di Ss 106 nel comune di Roseto Capo Spulico

Periodo vivace quello che sta attraversando l’Alto Jonio cosentino, quanto meno da un punto di un vista del risveglio delle coscienze. Sono sorte negli ultimi tempi diverse associazioni e comitati, da una parte sinonimo di intraprendenza sociale e dall’altra segno che in questo spicchio di terra calabra sono ancora diverse le cose da migliorare, sicchè tanti cittadini si sentono in dovere di “scendere in campo”.

E’ di questi giorni la creazione di un “Laboratorio permanente per i problemi del territorio Alto Jonio”, voluto dai componenti del comitato per la Tutela dell’Alto Jonio. Alla riunione per la costituzione di questo laboratorio, che dovrà essere da come riferiscono i promotori «un’officina di idee e suggerimenti, e servire dunque anche da stimolo e da sprono per gli amministratori locali», erano presenti professionisti e amministratori di Albidona, Amendolara, Castroregio, Trebisacce e Rocca Imperiale.

Nell’agenda del neo-laboratorio ovviamente occupano le prime pagine tutte quelle strategie necessarie e quelle proposte tese a far decollare un territorio, quello dell’Alto Jonio, con delle enormi potenzialità climatiche e paesaggistiche ma che stenta a trovare chi sappia sfruttarle in maniera adeguata e proficua per i suoi abitanti.

Ma come prima tematica da analizzare si è focalizzata l’attenzione sul nuovo tracciato della Ss 106, il terzo megalotto (dall’innesto con la strada statale 534 “Di Cammarata e degli Stombi”, nei pressi di Sibari, fino a Roseto Capo Spulico) recentemente appaltato dall’Anas ma che sulla sua realizzazione, soprattutto per ciò che concerne un eventuale impatto ambientale «diversi ammininistratori e cittadini hanno sollevato non poche perplessità», si legge nel comunicato sulla nascita del “laboratorio Alto Jonio” diramato dall’architetto Maria Rita Acciardi e dal dottor Rinaldo Chidichimo. «Il Comitato, attraverso il costituendo Laboratorio – continua la nota – metterà a cononoscenza i sindaci di queste problematiche e chiederà un incontro con Anas spa per la successiva informazione che deve essere fornita alle popolazioni». In conclusione il nascente comitato operativo si augura che i lavori possano comunque iniziare al più presto, perché in tempo di crisi sarebbero un toccasana per tante famiglie del comprensorio in chiave occupazionale.

Vincenzo La Camera

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