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«Caro Sgarbi, e se la sua ischemia si fosse verificata nell’Alto Jonio cosentino…?»

«Caro Sgarbi, e se la sua ischemia si fosse verificata nell’Alto Jonio cosentino…?»
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Lettera di un medico al critico d'arte: enorme divario sanitario tra Nord e Sud

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«Caro Sgarbi, mi associo a tutti gli italiani che le hanno augurato una rapida guarigione, ma sappia che la sua guarigione è dovuta a un colpo di fortuna». Inizia così una simpatica ma significativa lettera indirizzata al prof. Vittorio Sgarbi da parte di un medico, oggi diventato un comune cittadino dopo aver servito lo Stato per una vita prima come medico di base e poi come dirigente-medico alle dipendenze dell’Asp di Cosenza, il quale si è rivolto al prof. Sgarbi per felicitarsi della sua guarigione ma anche per sottolineare la fortunata coincidenza di essersi trovato al posto giusto (Policlinico di Modena, da dove è stato dimesso qualche giorno fa) nel momento in cui ha subito il problema cardiologico di cui ha riferito la cronaca nei giorni scorsi.

«Infatti – ha scritto questo stimato medico ormai in quiescenza – se la sua ischemia si fosse verificata in uno dei 15 paesi dell’Alto Jonio Cosentino, una zona assolutamente desertificata dal punto di vista sanitario, la sua esperienza, conclusasi per fortuna con esito positivo, poteva concludersi in modo veramente drammatico! Qui, da noi, – ha aggiunto il medico facendo la radiografia delle condizioni attuali del territorio e interpretando il sentire comune – non esiste, alla portata di 30/60 minuti, come prevede la ben nota “golden hour” (il tempo utile per raggiungere un ospedale attrezzato) un centro di Emodinamica degno di questo nome come quello della città Modena che le ha salvato la vita”. Lo stimato medico, da addetto ai lavori, sa bene quante vite umane sono state salvate dall’Utic di Trebisacce prima di essere disabilitata e chiusa in nome della becera logica dei numeri che però, guarda caso, in altre realtà della stessa Calabria non è stata applicata, utilizzando così due pesi e due misure. Detto questo l’arguto cittadino rivolge un invito (ironico, ndr) a Sgarbi di non tornare da queste parti per non rischiare la vita. «La esorto, pertanto, – ha concluso l’ex medico legale dell’Asp salutando cordialmente il simpatico Sgarbi che proprio l’anno scorso è stato da queste parti – a valutare con molta attenzione l’opportunità di venire nell’Alto Jonio cosentino, come del resto ha già fatto nel recente passato, perché potrebbe trovarsi nelle condizioni di non poter essere assistito, in caso di bisogno, anche per patologie molto meno specialistiche e importanti di quella che le è capitata».

Pino La Rocca

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