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Trebisacce, una sede poco dignitosa per la Commissione Medica Invalidi

Trebisacce, una sede poco dignitosa per la Commissione Medica Invalidi
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In affitto ormai da tempo immemorabile e per di più in locali angusti e fatiscenti: questa la situazione della sede messa a disposizione, al piano terra del palazzo degli uffici sanitari (nella foto) dall’Asp di Cosenza alla Commissione Medica Invalidi Civili del Distretto Sanitario Jonio-Nord di Trebisacce. Come dire: invece di utilizzare i tanti locali di proprietà dell’azienda sanitaria, si paga un lauto affitto ai privati e per di più si utilizzano ambienti poco dignitosi per accogliere invalidi, in gran parte anziani provenienti da tutto il comprensorio per essere sottoposti a visita. Come sala d’attesa per i pazienti da sottoporre a visita e per i loro familiari accompagnatori, c’è una stanzetta inospitale e angusta e, per chi non riesce ad entrare in quel buco, c’è il corridoio, anch’esso buio e stretto, lungo il quale sono sistemate alcune sedie, quasi mai sufficienti.

E chi non trova posto, deve stare in piedi, magari per alcune ore di attesa. Poi c’è la stanza dei medici e del segretario verbalizzante, anche questo un altro ambiente angusto e poco dignitoso sia per i medici che per l’utenza. Spesso si incontrano pazienti invalidi con stampelle, o accompagnati su sedie a rotelle che, non trovando spazio dentro la sede, sostano nell’androne del palazzo dove, in barba alla privacy tanto conclamata, c’è un continuo via vai di gente. Nessun addebito per la verità alla segreteria della Commissione ed al personale medico, che provvede ad effettuare le visite con puntualità ed a scaglionare le convocazioni per evitare lunghe attese, ma la buona volontà degli addetti ai lavori viene vanificata dalle criticità strutturali dei locali utilizzati per le visite mediche. Da qui l’urgenza di trovare ambienti più dignitosi, oppure di mettere mano al più presto ad una ristrutturazione degli ambienti, sia per una più dignitosa ospitalità dei medici e dei pazienti di cui, è bene ricordarlo è obbligatorio rispettare il più possibile la riservatezza.

Pino La Rocca

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