Redazione Paese24.it

Ad Albidona resiste la zampogna. Tra vecchi maestri e nuovi discepoli

Ad Albidona resiste la zampogna. Tra vecchi maestri e nuovi discepoli
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

L. Rago 1La zampogna, antico strumento musicale a fiato di origine pastorale, sopravvive all’incalzare della modernità grazie alla passione popolare ed il suo suono melodioso viene esaltato ogni anno in occasione delle feste natalizie. In realtà il Natale non è Natale senza il suono caratteristico della zampogna e se questo strumento popolare sopravvive all’assalto delle diavolerie musicali moderne il merito è di chi ne coltiva la passione e cerca anche di trasmetterla alle nuove generazioni come memoria storica della civiltà silvo-pastorale da cui provengono tutti i paesi delle aree interne dell’Alto Jonio. Tra cui Albidona, scrigno della zampogna e di altri strumenti di musica popolare come l’organetto, “ u tammurrìn’ ” e la cosiddetta surdulina.

Mich. Laino 1Qui, spentisi gli zampognari più anziani, vive l’autentico maestro della zampogna Leonardo Rago, suonatore di alto livello nonchè costruttore di vari tipi di zampogne che cambiano nome e anche valore commerciale a seconda delle canne inserite nell’otre e del sofisticato legname utilizzato per le canne (acero, olmo, ulivo e altri legnami di provenienza esotica). Ma, come suol dirsi, non c’è maestro se non ci sono apprendisti, e di discepoli appassionati e bravi ce ne sono diversi. Tra questi i giovani Michele Laino (nella foto) e Leonardo Rago junior (nella foto in alto) che, pur essendosi trasferiti a Trebisacce con le famiglie, coltivano questo hobby e, sulla scia del maestro, stanno crescendo e imparando e fanno a gara per contagiare i coetanei ma anche gli adulti di questa autentica passione. L’ultimo saggio della loro bravura l’hanno offerto in occasione del rito dei Re Magi ripetutosi anche quest’anno nel giorno dell’Epifania a Trebisacce.

Suonare uno strumento a fiato come la zampogna è anche faticoso perché l’insufflazione dell’aria nell’otre di capra, o di pecora, presuppone uno sforzo prolungato non indifferente, ma la loro passione è tale e tanta che aiuta a superare anche questo handicap e i due giovani, pur essendo impegnati negli studi, corrono ad ogni chiamata, quasi a voler difendere la tradizione silvo-pastorale da cui discendono i loro antenati. La zampogna, denominata pure cornamusa o ciaramella a seconda dei posti, è molto diffusa in Calabria, sia nella Sila Greca e Cosentina che nei paesi del Pollino e dell’Alto Jonio ed è lo strumento tipico della Natività perché il suo suono melodioso e ammaliante riesce a generare la tipica atmosfera presepiale, ma la zampogna viene usata come strumento devozionale anche in occasione delle feste patronali, nelle sagre e nelle feste che di solito hanno come scenario le chiese e le cappelle di campagna.

Pino La Rocca

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *