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Morano, TeatroMusica. In scena “A morte ‘e Carnevale”

Morano, TeatroMusica. In scena “A morte ‘e Carnevale”
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foto di A. Biscardi

Dopo l’entusiasmante debutto al Teatro Sybaris di Castrovillari Aprustum fa tappa nell’accogliente auditorium di Morano Calabro con il suo nuovo lavoro “’A morte ‘e Carnevale” di Raffaele Viviani. Lo spettacolo, diretto da Casimiro Gatto, in programma domenica 17 gennaio alle 18,30, rientra nel ricco cartellone della XV Stagione di TeatroMusica, ideata ed organizzata da L’Allegra Ribalta. La compagnia castrovillarese, che vanta un’attività ventennale sul territorio, prosegue, così, il suo percorso nel teatro dei grandi autori e interpreti della tradizione napoletana e questa volta lo fa portando in scena “’A morte ‘e Carnevale”, ovvero il racconto, in tre atti, di una esilarante corsa all’eredità, ambientata a Napoli nei primi anni venti. Al centro della vicenda vi è don Pasquale Capuozzi meglio conosciuto come Carnevale, un vecchio usuraio che tesse le fila delle vite di quanti gli ruotano attorno, esigendo crediti e relativi interessi. Lo assiste da tanti anni ‘Ntunetta, una donna ancora piacente, vittima di un uomo che esige da lei di essere “servito” da mattina a sera. In quest’umanità dolente si inserisce anche il nipote di Carnevale, Rafele, il quale cerca di ingraziarsi lo zio, da giorni gravemente malato, con la speranza di aggiudicarsi una fetta dell’eredità. Un turbinio di eventi metterà in luce la vera natura dei personaggi che si avvicendano sulla scena, una moderna corte dei miracoli, dove i miserabili cercano di sopraffarsi negli aspetti più spiccioli del quotidiano. Le situazioni creano una comicità alla quale è difficile resistere, ma lo scopo dell’autore di far vedere come vive e soffre l’umanità di Napoli, si evince dalla carica melodrammatica di personaggi che, pur facendo ridere per le dinamiche che creano, di comico non hanno nulla, ma recano con se tutta la drammaticità tipica della povera gente.

Scritto da Viviani nel 1928 è uno dei lavori più riusciti del grande drammaturgo stabiese, complesso nella sua semplicità, straordinario spaccato d’epoca, feroce, esilarante e di straordinaria attualità. Così come spiega in suo articolo il saggista, critico teatrale e autore  Giorgio Taffon: “La crisi economica (e sociale ed etica), gli ultimi gravissimi episodi terroristici mi spingono a riconsiderare un grande drammaturgo e attore quale fu Raffaele Viviani, così profondamente attento, in una Napoli ormai metropoli mediterranea nella prima metà 900, a indagare e riportare con la sua poesia scenica sulle assi del palcoscenico il mondo degli ultimi, dei “poveracci”, degli sfruttati, dei malati, e anche dei criminali. Credo assolutamente che il “maestro” Viviani possa ancora insegnarci a livello drammaturgico come “trattare” una simile materia, simili “soggetti”, senza cadere nel sociologismo, nella pietas sentimentale, nella retorica dei buoni sentimenti, e intrecciando comico e tragico, in modo da non svilire la sostanza umana di cui sono impregnati tutti i suoi personaggi”. Sulla scena dell’auditorium di Morano ci saranno Martina Aloisio, Fedele Battipede, Antonio De Biase, Filomena De Tommaso, Nunziato Di Benedetto, Ivan Donadio, Domenico Donato, Luana Fazio, Marianna Fortunato, Luigi Grisolia, Rosanna Guaragna, Gabriele Pacenza, Alessandra Pugliese, Lugi Pulice, Claudio Scriva e Lucrezia Zaccaro. Le scenografie sono a cura di Andrea Magnelli.

La redazione

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