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Chiusura ospedali confine. Mpa chiede ai sindaci di consegnare la fascia

Chiusura ospedali confine. Mpa chiede ai sindaci di consegnare la fascia
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«Con la chiusura degli ospedali cosiddetti minori, nella provincia di Cosenza non sono più assicurati i Lea, i livelli minimi di assistenza. Riconversione in Casa della Salute anche degli “ospedali di confine” di Trebisacce e Praia a Mare equivale infatti a soppressione. E così per l’Alto Jonio si chiude Trebisacce, mentre nell’Alto Tirreno si chiudono le porte alla vita per spalancarle alla morte. Perché? Per colpa di chi?». Se lo chiede il coordinatore provinciale dell’MPA Raffaele Papa il quale individua subito in Scopelliti l’autore di questo disegno scellerato, ma non risparmia critiche feroci ai rappresentanti politici della provincia di Cosenza che non oserebbero disturbare in alcun modo il manovratore.

Raffaele Papa

«Eppure – scrive Papa – si tratta di ospedali-modello, senza alcun contenzioso di malasanità, con personale qualificato ed elogiato da tutti, con conti in ordine, con alta domanda di servizi per bacini di utenza di oltre 60.000 abitanti, per non parlare del periodo estivo quando la domanda si moltiplica. Nessuno – continua Papa – fino ad ora ha spiegato il perché. Noi però sappiamo bene che le scelte sono del Commissario Scopelliti; ma non solo, le responsabilità sono anche in capo agli assessori della sua Giunta, nonché ai consiglieri regionali che appartengono alla Maggioranza e consentono a presidente ed assessori di fare il bello ed il cattivo tempo. Ma non finisce qui: uguale responsabilità, se non maggiore, è infatti delle forze politiche, in primis PdL e Udc che con il loro tacito assenso consentono a Scopelliti di decidere della vita e della morte dei cittadini calabresi. Questi due partiti non si esprimono, non propongono, non progettano, politicamente distratti o in affiliazioni e proselitismi affaccendati».

Continua Papa: «Vi sono altri invece che pur non avendo potere decisionale, avevano la possibilità di mediare, ma non si sono sprecati più di tanto, né si sono stracciate le vesti, tranne mettere in campo blande difese molto di circostanza. Nessuno, insomma, ha visto rappresentanti istituzionali incatenarsi, assumere altre iniziative eclatanti. Si ha perciò più di un motivo per pensare che qualcuno possa aver avuto compensazioni politiche. Sta di fatto che il territorio è stato venduto e con il tempo vedremo anche chi sarà a consumare il piatto di lenticchie. Nel frattempo chiediamo alle forze politiche di Opposizione presenti in Consiglio Regionale rappresentate da ben 20 consiglieri di bloccare le attività del Consiglio. Quando vogliono i mezzi non mancano, mentre chiediamo ai Sindaci di dar seguito all’invito pressante che viene dalle comunità amministrate di consegnare la fascia tricolore al Prefetto».

Pino La Rocca

 

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