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Castrovillari, le chiavi della città nelle mani del Santo Patrono

Castrovillari, le chiavi della città nelle mani del Santo Patrono
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Oggi, 27 gennaio, Castrovillari festeggia il suo Patrono, San Giuliano. Dopo la processione che ieri ha percorso le vie cittadine, i fedeli oggi si sono recati nella basilica minore del centro storico, di cui è rettore mons. Carmine Scaravaglione, per stringersi in preghiera attorno al loro protettore. In mattinata, alle ore 11, la messa solenne, mentre nel pomeriggio, alle ore 18, la funzione sarà celebrata dal vescovo della diocesi di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, a cui seguirà la ormai tradizionale consegna delle chiavi della città al Santo Patrono, dalle mani del sindaco, Mimmo Lo Polito. E per devozione, come avviene ormai da ben 39 anni, all’uscita della chiesa, le fedeli offrono le tipiche “vecchiaredde” a tutti coloro che si recano in visita, preparate nei giorni di festa come vuole la tradizione.

12642697_10208746646291401_2569825765533413266_nFigura di profonda devozione per i cittadini, San Giuliano è stato consacrato vescovo a Roma intorno alla metà del III secolo e mandato nella Gallia per insegnare il Vangelo alla tribù dei Cenomani. Castrovillari è molto legata alla celebrazione di questo Santo che, dopo essere stato inviato da Papa San Clemente in città, toccò con il suo bastone una roccia, facendone scaturire acqua sufficiente per soddisfare la sete dei castrovillaresi, chiusi dentro le loro mura a causa della guerra con i paesi vicini. Il culto di San Giuliano fu introdotto dai Normanni, che conquistarono Castrovillari nel 1064, e venne consacrato nella chiesa che  sorge in quella che un tempo era la piazza principale di Castrovillari, precisamente nella valletta di Cannarossa, ai piedi del Colle del Lauro. Costruita nel 1090, la Chiesa (elevata a basilica minore nel 2011), ampliata nel XVI secolo e, distrutta da un incendio nel 1789, venne poi ricostruita. La facciata presenta un portale rinascimentale, in pietra chiara, con due ordini di colonnine intervallati da decori floreali, preceduto da una scala a due rampe.

Federica Grisolia

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