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Sembra fatta per lo Sprar a Castrovillari. Individuata associazione, si attende ok Ministero

Sembra fatta per lo Sprar a Castrovillari. Individuata associazione, si attende ok Ministero
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Nella foto, un’immagine del Consiglio Comunale di giovedì sera

Lo Sprar a Castrovillari sembra ormai cosa fatta. Il Consiglio Comunale di ieri sera, anticipato dall’individuazione tramite bando dell’associazione che dovrà occuparsi della gestione dell’iniziativa tesa ad ospitare 20 immigrati tra richiedenti asilo e rifugiati politici, forse ha messo la parola fine quanto meno al dibattito “Sprar Si, Sprar No”. Per il biennio 2016-2017 il servizio verrà affidato alla C.I.D.I.S. onlus con sede Cassano all’Ionio (la sede legale è a Perugia con dislocazioni in altre zone d’Italia, ndc), l’unica a partecipare alla gara, da come riporta la determinazione n. 49 del 4 febbraio 2016 – Dipartimento Amministrativo Finanziario del Comune di Castrovillari. Il soggetto vincitore del bando supporterà il Comune nella progettazione, gestione ed erogazione del servizio, naturalmente con il contributo economico del Ministero dell’Interno. Il Comune invece parteciperà all’azione per la misura del 5% che verrà erogato in servizi, soprattutto nel settore dell’alfabetizzazione.

Il Consiglio di ieri sera (giovedì), quasi monotematico, è stato il secondo incontro pubblico di chiarimento sulla vicenda, dopo che in città erano iniziate a circolare voci contrastanti sulla realizzazione dello Sprar. Ma sta di fatto che la Maggioranza guidata dal sindaco Domenico Lo Polito nemmeno dopo questa apertura è riuscita a scrollarsi di dosso le critiche della Minoranza, guidata da Giuseppe Santagada, che rimprovera all’Esecutivo di aver “bleffato” sul concetto di democrazia partecipata, aprendo al confronto a giochi ormai fatti, dopo, cioè, che la decisione sullo Sprar era stata già presa: «non portando nemmeno in Consiglio la proposta, consentendo la votazione». L’operazione, i cui costi dovrebbero aggirarsi attorno ai 250.000 euro (si parla di cifre pari a 35 euro al giorno per immigrato che entreranno nelle tasche dell’organizzazione per gestire l’accoglienza. Mentre il rifugiato prenderà un pocket money di circa 2 euro al giorno, ndc) deve superare comunque il secondo step, quello dell’approvazione ministeriale. Nel circondario sono presenti già altri esempi di Sprar, a Civita, Cerchiara, San Basile. Anche Amendolara (seppur non con lo stesso coinvolgimento della popolazione che c’è stato a Castrovillari, ndc) ha pubblicando un bando Sprar.

Una cosa è certa: i cittadini sono titubanti di fronte alla mancanza di informazione e chiarezza. Nessuno è contro l’accoglienza, ma tutti vogliono conoscere i dettagli sociali e soprattutto economici di questi interventi. Perché, se come diceva Andreotti “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, è facile intuire come all’interno del circuito che gestisce queste operazioni “umanitarie”, a livello nazionale e internazionale, qualche elemento teso al business, c’è. E solo rispettando il dovere della trasparenza si può fugare ogni dubbio sulla purezza di queste azioni.

Vincenzo La Camera

 

 

 

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