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Alto Jonio, solite rotture condotta idrica. Questa volta resta senz’acqua anche ex ospedale

Alto Jonio, solite rotture condotta idrica. Questa volta resta senz’acqua anche ex ospedale
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Si rompe di nuovo l’acquedotto dell’Eiano: restano all’asciutto i paesi costieri ma, cosa abbastanza insolita, resta senz’acqua anche l’ex ospedale di Trebisacce che, nel pomeriggio di mercoledì, ha dovuto far ricorso all’autobotte dei Vigili del Fuoco di Cosenza. Un fatto davvero paradossale, questo, mai accaduto durante i circa 40 anni in cui l’ospedale ha funzionato a pieno regime e che si è verificato oggi che l’ospedale è quasi vuoto, la qual cosa conferma il lassismo e lo stato di abbandono in cui versa una struttura sanitaria (nella foto) che, comunque, al suo interno ospita la Lungodegenza-Rsa, la Dialisi, il PPI, i laboratori di Analisi e Radiologia.

E’ probabile quindi che la cisterna di accumulo, che pur esiste al suo interno, faccia acqua da tutte le parti come del resto la sanità in tutto l’Alto Jonio. Per la verità i guasti sulla condotta dell’Eiano gestito dalla Sorical sono ormai ricorrenti a causa della vetustà della tubazione e ne sanno qualcosa i comuni di Cassano Jonio, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria-Piana, Villapiana, Trebisacce, Amendolara e Roseto Capo Spulico alimentati dalla suddetta condotta idrica intercomunale in partenza da Frascineto. Se però resta senz’acqua un presidio sanitario che dovrebbe avere delle proprie riserve per essere autosufficiente almeno per qualche giorno, c’è evidentemente qualcosa di anomalo.

E così, a scanso di equivoci, siamo andati alla ricerca di quanto avvenuto e di eventuali responsabilità contattando il dirigente dell’Ufficio Sorical di Trebisacce Franco Armentano. «Dovendo intervenire sulla condotta – ha dichiarato il geometra Armentano – per alcune rotture sulla rete che producevano la perdita di circa 15 litri al secondo, lunedì mattina abbiamo avvertito i Comuni interessati, il Prefetto e tutte le strutture pubbliche, tra cui l’ospedale. In realtà l’interruzione, lavorando alacremente giorno e notte, – ha aggiunto il funzionario Sorical ricordando che era giusto eseguire la riparazione in inverno per evitare che il guasto si trascinasse fino all’estate – è durata meno di 24 ore e precisamente da mercoledì mattina alle prime ore di giovedì. Il tempo necessario quindi per consentire alla condotta di andare in pressione e da ieri mattina (giovedì) la condotta è tornata alla normalità». Qualcuno dovrebbe però spiegare la circostanza paradossale di un presidio sanitario che rimane senz’acqua solo perché c’è una breve interruzione sulla condotta di adduzione.

Pino La Rocca

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