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La Calabria celebra il suo pittore “cavaliere” Mattia Preti

La Calabria celebra il suo pittore “cavaliere” Mattia Preti
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nella foto “La Santissima Trinità”

Nel IV centenario della nascita di Mattia Preti, uno dei massimi esponenti dell’arte italiana ed europea in età barocca (XVII secolo), la Calabria celebra il suo “cavaliere”, nato a Taverna (Cz) nel 1613. Tante le iniziative finanziate dalla Regione Calabria, nell’ambito degli eventi celebrativi, che hanno fatto conoscere il pittore ad un pubblico ancora più vasto. A Cosenza, presso Palazzo Arnone, la mostra, a cura di Fabio De Chirico, “Giovanni Gasparro versus Mattia Preti”, promossa dalla Regione Calabria e dal Segretariato Regionale MiBACT per la Calabria, diretto da Salvatore Patamia, con il coordinamento scientifico del Polo Museale della Calabria, della Galleria Nazionale di Cosenza e della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria, ha raffrontato l’arte pittorica di Mattia Preti con quella di un giovane pugliese, appunto, Giovanni Gasparro. A Crotone, nel Castello Carlo V, e a Reggio Calabria, a Palazzo Foti, a cura di Nella Mari e di Giuseppe Mantella, è stata proposta, invece, la mostra “Mattia Preti dipinge San Sebastiano”.

Al Museo Archeologico di Reggio Calabria, “Un ponte tra Calabria e Malta. Il Cavalier Mattia Preti ed il Gran Maestro Gregorio Carafa”, a cura di Maria Teresa Sorrenti e Sante Guido. Al Museo Diocesano di Oppido Mamertina (Rc) è stata esposta «La Santissima Trinità» di Mattia Preti, a cura di Paolo Martino, Stefania Russo e di Sante Guido e Giuseppe Mantella. A Roccella Jonica, nel convento dei Minimi, sono stati presentati da Sante Guido, Giuseppe Mantella e Maria Teresa Sorrenti, il dipinto di Mattia Preti “San Gregorio taumaturgo” ed il ritratto del Gran maestro Gregorio Carafa e tesori di committenza Carafa.
Ma l’arte del pittore calabrese è stata esposta anche a Roma, presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica (Palazzo Corsini), con la mostra “Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio”, ideata da Vittorio Sgarbi e Giorgio Leone.

Federica Grisolia

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