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Castrovillari, Laghi non molla sulla discarica. «Chiudiamola e gestiamo rifiuti in maniera intelligente»

Castrovillari, Laghi non molla sulla discarica. «Chiudiamola e gestiamo rifiuti in maniera intelligente»
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15«Il progetto sulla discarica di Campolescio deve essere rivisitato e riformulato. Per questo motivo chiederemo un tavolo tecnico-politico». Ad affermarlo è il consigliere di minoranza delle “Liste Civiche” di Castrovillari, Ferdinando Laghi, intervenuto in una trasmissione radiofonica locale in quanto vicepresidente nazionale di “Medici per l’Ambiente”, associazione scientifica che si occupa del rapporto tra degrado ambientale e rischi per la salute umana. Soddisfatto per la riuscita della manifestazione che ha mobilitato l’intero mondo agricolo di Cammarata, Laghi ha sottolineato come la battaglia per la definitiva tombatura della discarica di Campolescio «non sia politica ma per il bene comune e la difesa dei livelli occupazionali»: sono, infatti, 5000 i posti di lavoro del settore agroalimentare nel distretto di Cammarata.

«Una vicenda che vede sedici anni di vertenze – ha ricordato Laghi – in una Calabria che non conosce un vero progetto organico sul piano rifiuti e sempre alla ricerca di “buche e buchi” dove conferirli. Riaprirla (per un tempo, in realtà, indeterminato) sarebbe un danno all’economia e un potenziale rischio per la salute umana. Senza considerare, poi, il rischio ecomafie che hanno nell’incenerimento e nelle discariche la fonte principale di rendimento».

Compostaggio domestico, raccolta porta a porta, riciclaggio, isola ecologica e conseguente vendita dei rifiuti: questi, secondo il medico prestato alla politica, i presidi fondamentali per un corretto smaltimento dei rifiuti. «Dateci i soldi per la chiusura definitiva (ne servono circa 800mila euro) e non butteremo nemmeno un rifiuto a Campolescio (l’area ne conterrebbe 20 tonnellate)»: questa, una delle risposte del sindaco, Mimmo Lo Polito, durante la manifestazione di sabato. «In realtà – controbatte Laghi – la discarica è piena e per la copertura servono 424mila euro che potrebbero essere recuperati all’interno del finanziamento regionale».

Federica Grisolia

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