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Dopo la pioggia torrenziale, Oriolo ancora una volta si lecca le ferite

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Maltempo: scampato il pericolo di nuove frane sul già martoriato territorio comunale di Oriolo si torna a fare la conta dei danni provocati dall’autentica bomba d’acqua abbattutasi con estrema violenza su Oriolo e zone limitrofe nella giornata di giovedì. Secondo i calcoli effettuati dal prof. Vincenzo Toscani direttore dell’Osservatorio Sismico e Metereologico di Oriolo nella sola giornata di giovedì sono caduti circa 300 millimetri di acqua. Per fortuna però i massicci lavori finanziati dalla Regione ed eseguiti con la necessaria priorità per imbrigliare le frane che l’anno scorso hanno devastato il territorio comunale hanno retto all’urto delle piogge. Specie in contrada Santa Maria e nella zona dei Cappuccini dove si erano verificate le maggiori criticità le acque meteoriche hanno trovato il loro deflusso naturale e gli argini hanno retto. Ma anche questa volta i danni non sono mancati ed hanno messo in allarme diverse zone del territorio comunale, sia nelle zone rurali che nei pressi e all’interno dello stesso centro abitato dove si sono verificati allagamenti, smottamenti e frane che hanno messo a dura prova gli uomini e i mezzi del Comune coordinati  dal Delegato Vincenzo Brancaccio e dai tecnici del comune che per l’intera giornata di ieri hanno monitorato il territorio comunale verificando i danni e provando ad eseguire gli interventi più urgenti.

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Oltre al fiume Ferro (nella foto) ingrossatosi all’inverosimile i canali che scendono dalle colline circostanti si sono riempiti e sono usciti dai fragili argini danneggiando seriamente la viabilità rurale e trascinando a valle acque limacciose e fango, tanto che in prossimità del centro abitato, e precisamente in corrispondenza dell’omonimo cavalcavia, il torrente Falce è tracimato uscendo dagli argini e allagando alcune abitazioni private. Qui si è dovuti procedere allo sgombero delle famiglie residenti per prevenire eventuali rischi. Seri danni si sono verificati anche nella zona endemicamente franosa del vecchio Cimitero dove tanti anni addietro si è verificato un vero e proprio cataclisma naturale che ha rivoltato come un calzino il Camposanto e costretto il comune a delocalizzarlo nella zona di Santo Stefano. Danni ingenti, insomma, a cui il comune sta cercando di porre i primi rimedi con i pochi mezzi a disposizione.

Pino La Rocca

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