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Villapiana. Una piazza per don Francesco Saverio Pizzulli, il “prete del popolo”

Villapiana. Una piazza per don Francesco Saverio Pizzulli, il “prete del popolo”
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Dopo l’intitolazione della piazza antistante la Chiesa al compianto don Rodolfo Ettorre, Villapiana onora un altro suo defunto parroco intitolandogli la piazza attigua alla Chiesa. Lo ha fatto con una solenne cerimonia, civile e religiosa, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Cassano all’Ionio Francesco Savino e dal sindaco Paolo Montalti nel corso della quale è stata inaugurata e intitolata al compianto “prete scomodo” don Francesco Saverio Pizzulli la piazza antistante palazzo Gentile che, incastonata tra lo stesso palazzo gentilizio e la Chiesa Madre “Santa Maria del Piano” e affacciata sulla piana di Sibari, risulta essere una delle più belle terrazze marine calabresi.

Ricordo di don Sav. Pizz. villapianaLa storica piazza negli anni scorsi è stata riqualificata e arredata di tutto punto insieme a tutto il centro storico e a gran parte dei palazzi nobiliari grazie a un finanziamento di oltre 5milioni di euro proveniente dai “Contratti di Quartiere” di cui ha beneficiato Villapiana insieme ad altri pochissimi comuni calabresi. La cerimonia di benedizione e di inaugurazione della piazza e della stele intitolata a don Saverio Pizzulli è stata preceduta da una tavola rotonda (nella foto a sinistra) nella quale, dopo il saluto del sindaco Montalti e l’intervento di Padre Flavio Paladino, frate Cappuccino e storico parroco di Morano; il professor Gianni Mazzei poeta, scrittore e autentica memoria storica di Villapiana, ha ricordato la figura del “prete scomodo”, antesignano del mitico don Camillo che, agli inizi del ‘900, quando Villapiana si chiamava ancora Casalnuovo, ebbe la forza di ribellarsi alle angherie e ai soprusi del potere costituito (prima il podestà e poi il sindaco pro-tempore), finendo sotto processo e finanche in carcere per difendere la Chiesa ed il popolo villapianese.

Il compianto don Saverio, dotato come ha scritto il professor Mazzei “di spirito sottile, preparato e zelante”, si segnalò per attaccamento al paese e per lungimiranza al punto da far sorgere il primo impianto termico per la produzione e l’erogazione dell’energia elettrica per illuminare il paese; diede inoltre vita al primo tentativo di una sala cinematografica e, oltre a da rivendicare con successo per la Chiesa 20 ettari di terra contro i principi Pignatelli, si adoperò per la costruzione dell’acquedotto con la valorizzazione delle acque di San Vito. Dopo la tavola rotonda e la celebrazione della santa Messa, il Vescovo ha benedetto la stele (nella foto in alto) che intitola al coraggioso “Prete del popolo” uno degli spazi urbani più belli e suggestivi di Villapiana.

Pino La Rocca

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