Redazione Paese24.it

Trebisacce, studenti del Comprensivo a scuola di dialetto

Trebisacce, studenti del Comprensivo a scuola di dialetto
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa

De Vita: «Il vernacolo è una spugna che assorbe i fatti e li restituisce con un'anima»

Download PDF

Recuperare il dialetto come memoria storica delle radici e dell’identità di una comunità. E’ con questo obiettivo che il Distretto Scolastico n. 29 di Trebisacce e l’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro” di Trebisacce, con la sua dirigente scolastica Laura Gioia, in collaborazione con l’Associazione “L’Albero della memoria” ed il Museo Oleario “L. Noia” (ingresso nel centro storico, nella foto in alto)hanno promosso un progetto di recupero e salvaguardia del dialetto trebisaccese riservato a tutti gli studenti dell’Istituto Comprensivo. Come esperto ed appassionato di dialettologia oltre che come profondo conoscitore di storia delle tradizioni e dei costumi popolari il Distretto e la Scuola si sono affidati al prof. Piero De Vita (nella foto in basso), demologo e docente di Storia all’ITIS di Trebisacce oltre che presidente dell’associazione culturale “L’Albero della Memoria”.

Prof. De Vita P.Parlare di dialetto nell’epoca della globalizzazione, nella quale Internet regna sovrano e la comunicazione avviene attraverso congegni elettronici che, da una parte sono il frutto di un progresso inevitabile, ma dall’altra ci tolgono il piacere di comunicare guardandoci negli occhi, può sembrare anacronistico. Ma non è così perché il dialetto fa parte del bagaglio culturale che ognuno di noi porta con sé ed è l’inevitabile distintivo che ci fa dire che apparteniamo ad un certo luogo, ad un certo tempo e che ci identifica e ci colloca nel posto preciso della nostra storia personale. Il dialetto rappresenta insomma la nostra storia, le nostre radici, la nostra carta d’identità. Il dialetto inteso come lingua è il mezzo che identifica tutto: i soprannomi, i rioni, le località, gli usi e i costumi di una comunità.

E’ per questo che la scuola, pur impegnata a forgiare i cittadini del domani, ha il dovere di innestare i processi di cambiamento partendo dalla storia e dalla cultura popolare del luogo dove esercita il suo ruolo formativo. «Il dialetto – ha dichiarato il prof. De Vita – è l’espressione di un popolo, è come un abito fatto su misura, una spugna che assorbe fatti, episodi, luoghi, persone e che restituisce fedelmente fatti, episodi, luoghi, persone con profilo e identità precisi, ma soprattutto con un’anima». E’ con questo spirito che gli studenti hanno accolto il progetto e seguono con grande interesse e partecipazione gli incontri didattici che sono iniziati il 15 marzo e termineranno il 3 giugno.

Pino La Rocca

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *