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Crosia, gara di solidarietà per Sergio che lotta contro la sua malattia

Crosia, gara di solidarietà per Sergio che lotta contro la sua malattia
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Lottare contro una malattia che costringe a delicati interventi chirurgici e lunghe degenze in ospedale e avere al proprio fianco un’intera comunità. E’ il caso di Sergio Comite, giovane di Mirto Crosia, a cui tre anni fa viene diagnosticato un astrocitoma midollare pilocitico. Prima due interventi chirurgici a Roma, poi altri due a Colonia, a causa della riformazione dello stesso male. Intanto, una lunga degenza per la riabilitazione, sempre a Roma.

Ma le difficoltà non sono finite e Sergio è costretto, ancora una volta, a lottare. Questa volta in un centro specializzato a Berlino. Un luminare si è reso disponibile a operare, ma il costo preventivato è di 27.800 euro; davvero troppi per una famiglia umile come quella di Sergio. A questo si aggiungono le spese per il soggiorno di mamma Maria, costretta ad alloggiare presso un b&b nella stessa località, insieme al proprio fratello Luigi che, conoscendo la lingua straniera, si è dovuto trasferire per interagire con i medici.

Una lotta continua. Al suo fianco sempre la sua famiglia, i parenti, la fidanzata Gisella, gli amici. Ma non solo. A Crosia, scatta una vera e propria gara di solidarietà. Tutti nel proprio piccolo aiutano Sergio. Dalle singole persone alle scuole; dal Comune che ha dato un proficuo contributo alle parrocchie. La chiesa di San Francesco D’Assisi della frazione Sorrenti di Crosia, le associazioni “Giovani contro”, “Insieme per darci una mano”, la onlus di Rossano “Vincenzino Filippelli”, il M5S, l’arcivescovo della Diocesi Rossano-Cariati, monsignor Giuseppe Satriano.

L’intervento viene effettuato ma Sergio è costretto a una degenza molto più lunga del previsto. Tre mesi all’estero per essere poi trasferito con elicottero privato, al costo (a totale carico dell’utente) di 13.500 euro. Anche in questo caso la comunità di Crosia ha fatto del suo meglio per aiutare la famiglia. Al momento Sergio è al Cto di Roma dove sta effettuando la riabilitazione e i suoi familiari ringraziano tutti per l’affetto, l’aiuto concreto e la preghiera. Perché insieme si può lottare come giganti.

Federica Grisolia

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