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Fondazione di Comunità a Castrovillari. Benedizione del vescovo per inizio lavori

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L’ex convitto vescovile di Castrovillari diventerà una Fondazione di Comunità onlus “Casa della Misericordia”. La realizzazione del progetto, frutto dell’incontro tra la Fondazione “Rovitti” e il Seminario diocesano, è il «coronamento di un sogno», così come lo ha definito il vescovo, mons. Francesco Savino, durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi questa mattina (sabato), nel salone parrocchiale della chiesa “Sacri Cuori”, a cui è seguita la consegna formale dei lavori e la benedizione della struttura da parte del presule. Entro sei-nove mesi la realizzazione della prima opera (Isacco), nei prossimi 18-24 mesi, invece, tutte le altre opere.

L’ex convitto, di proprietà del Seminario diocesano, ormai da anni abbandonato a se stesso, fatiscente, diventato luogo di degrado e di “perdizione” soprattutto per i giovani, ospiterà sette attività distinte e separate. Il dopo di noi “Isacco I” e “Isacco II”: sarà rivolto a soggetti con handicap grave; il centro diurno per disabili “Aurora I” e “Aurora II”; l’alloggio comunità anziani “Simeone”; mini appartamenti per famiglie con disabili e una piscina riabilitativa.

«Bisogna partire dagli “ultimi”, da coloro che Papa Francesco definisce “gli scartati” per costruire una “società dell’amore” – ha detto mons. Savino. La Fondazione pone al centro non l’individuo, non le risorse economiche, ma la comunità e coloro che faticano a vivere con dignità e che urlano ogni giorno il proprio dolore. Tutti siamo portatori di risorse».

All’incontro erano presenti, tra gli altri, il vicario generale della Diocesi, mons. Francesco Di Chiara, diversi sacerdoti e uffici pastorali diocesani, i componenti la fondazione di comunità, dottori Michele Giura, Antonio Ioffrida e avv. Luisa Fiorito, e il geometra Raffaele Bloise. Il pool di progettisti, guidato dagli architetti Sabrina Mainieri e Gaetano Leto, ha illustrato, attraverso un video, le immagini dell’ex convitto ristrutturato. Presenti anche gli amministratori comunali, Giuseppe Russo e Carlo Lo Prete, le tante associazioni impegnate nei servizi sociali e studenti degli Istituti Superiori di Castrovillari.

«Laicamente – ha spiegato il presule – la Fondazione è uno strumento giuridico che consente di inserirsi nel Terzo Settore, ossia nel mondo del no-profit che si colloca tra lo Stato e il mercato. Questo per entrare a far parte del welfare community, recuperando la centralità della democrazia partecipata».

Significativi e metaforici i nomi biblici scelti dal vescovo e assegnati alle attività: “Isacco”, il “figlio impossibile” di Abramo e Sara, per indicare che tutto può diventare possibile e trasformarsi in un sorriso (il nome significa proprio “sorriso di Dio”). “Aurora”, simbolo di luce e speranza; l’anziano “Simeone”, uomo giusto a cui lo Spirito Santo aveva preannunciato che avrebbe visto il Messia.

«E’ l’ora della responsabilità e questa opera – ha concluso mons. Savino – rappresenta la volontà della Diocesi di impegnarsi in questo. Facciamo camminare insieme la speranza».

Federica Grisolia

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